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A Palermo, la chiesa di Santa Caterina ha ospitato l'esecuzione della Missa Carminum, un evento che ha unito musica sacra, tradizione e riflessione spirituale. L'evento ha sottolineato l'importanza dell'ascolto e del silenzio nella preghiera.

Musica sacra e tradizione a Santa Caterina

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo ha accolto una celebrazione unica. L'evento, tenutosi il 19 aprile, ha fuso arte, musica e spiritualità. Il coro è stato posizionato nel matroneo. Questa scelta ha ripreso un'antica pratica liturgica. Ha inoltre garantito un'acustica naturale e suggestiva.

Il coro Giovanni Pierluigi da Palestrina, guidato da Giosuè D’Asta, ha eseguito la Missa Carminum. Era la prima volta a Palermo per quest'opera di Heinrich Isaac. L'invito è giunto dal rettore don Giuseppe Bucaro. D’Asta, all'organo, ha proposto toccate su temi gregoriani. Il coro, con Silvio Natoli alla viola da gamba e Claudio Arena ai flauti, ha interpretato l'Ordinarium Missae. Giuseppe Cammarata ha partecipato come succentor.

Il dialogo tra canto gregoriano e polifonia

L'esecuzione ha ricreato un dialogo suggestivo. Ha messo in relazione il canto gregoriano con la polifonia. Questo ha restituito alla liturgia una dimensione autentica. La Missa Carminum è un'opera di Isaac. Si distingue per il suo equilibrio formale ed espressivo. La sua tessitura sonora eleva il testo liturgico.

L'Associazione Musicale Arturo Toscanini ha curato il riadattamento. L'opera è ora fruibile nel Novus Ordo Missae. Il lavoro ha rispettato l'impianto originale dell'opera. Questo ha permesso una piena integrazione nella liturgia contemporanea.

L'importanza dell'ascolto e del silenzio

L'evento non è stato solo un momento musicale. È stata anche un'intensa esperienza di preghiera. Il rettore don Bucaro ha sottolineato un punto chiave. «Dobbiamo ritornare a pregare, a cantare, ma anche ad ascoltare. Ci siamo disabituati all’ascolto», ha affermato.

Il maestro D’Asta ha aggiunto la sua prospettiva. Ha descritto un modo «autenticamente cattolico di pensare e gustare il rito». Questo approccio restituisce alla liturgia la sua dimensione profonda. La dimensione è fatta di silenzio e ascolto. Troppo rumore nelle comunità rischia di mettere l'io al centro, anziché Dio. È urgente riscoprire il sacro silenzio interiore. L'ascolto è fondamentale, come indicato dalla Sacrosanctum Concilium.

La terza domenica di Pasqua è stata vissuta come un momento di profondo raccoglimento. La musica è tornata a essere una via di elevazione spirituale. Ha fatto risuonare le parole dei Discepoli di Emmaus: «Non ardeva forse il nostro cuore mentre Egli parlava con noi lungo la via?».

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