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Una tragica fatalità sul lavoro a Palermo mette in luce una serie di gravi irregolarità. Dalla mancanza di permessi e segnalazioni alla presunta assenza di contratti regolari per le vittime, emergono dubbi sulla sicurezza e la gestione dei cantieri.

Mancanza di permessi e segnalazioni nel cantiere

Non vi era alcuna indicazione di lavori in corso. Non erano presenti cartelli di avviso. Le aree di cantiere non presentavano recinzioni. Non erano stati installati ponteggi a protezione. I passanti non erano tutelati da cadute di detriti.

Gli uffici comunali non hanno trovato documentazione. La ditta Ediltec costruzioni srl non aveva presentato richieste. Il comando dei vigili urbani non aveva ricevuto comunicazioni. Il Suap non riportava il nome dell'impresa.

Dubbi sui contratti degli operai deceduti

Non esistono contratti per i due operai. Erano Daniluc Tiberi Mihai, 49 anni, e Najahi Jaleleddine, 41 anni. Entrambi di origine straniera. La famiglia di Tiberi ha dichiarato che lavorava regolarmente. L'uomo era stato regolarmente inquadrato.

Gli ispettori dello Spresal non hanno trovato prove. La polizia del commissariato Libertà non ha riscontrato nulla. Le indagini hanno confermato la mancanza di contratti. Le vittime non erano iscritte a enti di categoria.

L'azienda Ediltec costruzioni: un passato di irregolarità

Le indagini hanno rivelato un dato preoccupante. L'azienda non dichiarava cantieri dal 2016. Questo contrasta con l'aumento dei lavori post Covid. Il governo aveva incentivato il settore con bonus edilizi. Il nome della Ediltec non compare in tali agevolazioni.

Il titolare della ditta ha giustificato l'assenza. Ha dichiarato che l'attività funzionava a chiamata. Attualmente, il titolare è indagato. Anche il committente dei lavori è iscritto nel registro degli indagati. Si tratta del proprietario dell'attico al nono piano.

La ditta di noleggio mezzi sotto esame

Giovanni Agliuzza, titolare dell'omonima ditta, ha parlato. La sua ditta ha fornito il mezzo utilizzato. Ha dichiarato di aver presentato tutto alla Procura. I loro mezzi sono in regola al 101%. Ha ribadito che c'è un'indagine in corso.

Agliuzza ha affermato che ogni cosa sarà accertata. Non accetta ombre sul suo operato. I mezzi vengono controllati. Hanno tutta la documentazione in ordine. La Procura sta verificando la ditta di noleggio. Si controlla la manutenzione e le revisioni del mezzo.

Indagini sul cedimento del cestello

L'area del cantiere rimane inaccessibile. I tecnici eseguiranno perizie sul braccio spezzato. Si cerca di capire la causa del cedimento del cestello. Agliuzza non sarebbe nuova a incidenti sul lavoro. Le indagini esamineranno ogni dettaglio.

Si dovrà stabilire l'efficienza del mezzo. Si cercherà di capire come il braccio si sia piegato. L'ipotesi principale è il posizionamento errato del camion. La base del braccio potrebbe essere stata troppo distante. Il peso degli operai e una leva sfavorevole potrebbero aver causato il cedimento.

I residenti hanno riferito di discussioni. C'erano state liti tra rappresentanti della ditta e di un negozio di pneumatici. Il camion impediva l'accesso all'attività. La Ediltec avrebbe acconsentito a spostare il mezzo. Questo sarebbe avvenuto senza avere i permessi necessari per la posizione iniziale.