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La Procura di Palermo ha richiesto l'archiviazione del caso riguardante la morte di Angelo Onorato, sostenendo la tesi del suicidio. I familiari, tuttavia, continuano a nutrire dubbi sulla dinamica degli eventi.

Procura Palermo chiede archiviazione indagine

Le indagini sulla scomparsa di Angelo Onorato potrebbero concludersi presto. La Procura di Palermo ha inoltrato una richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari. I magistrati ritengono che l'architetto si sia tolto la vita. Questa conclusione è giunta dopo ulteriori accertamenti disposti dal giudice Giuseppa Zampino. L'avviso di questa richiesta è stato comunicato ai familiari dell'imprenditore. Essi, però, non accettano la versione del suicidio.

Dubbi dei familiari sulla morte dell'imprenditore

Angelo Onorato, noto imprenditore, è stato rinvenuto privo di vita il 25 maggio 2024. Il ritrovamento è avvenuto all'interno della sua autovettura, una Range Rover. Il veicolo era parcheggiato in viale Regione Siciliana. La cintura di sicurezza era allacciata. Una fascetta di plastica stringeva il suo collo. Questi dettagli hanno sollevato interrogativi fin dall'inizio. La famiglia ha sempre espresso perplessità sulla natura della morte. La loro convinzione è che non si tratti di un gesto volontario.

Nuove indagini richieste dal giudice

Nel mese di marzo, il giudice aveva accolto un'istanza specifica. L'opposizione era stata presentata dalla moglie, l'ex europarlamentare Francesca Donato. Anche la madre, la sorella e il fratello di Angelo Onorato avevano supportato questa richiesta. Il giudice Giuseppa Zampino aveva quindi disposto la riapertura delle indagini. L'obiettivo era chiarire definitivamente le circostanze del decesso. Si voleva approfondire ogni aspetto che potesse portare a una conclusione certa. La famiglia sperava in nuove piste investigative.

Nessun nuovo sviluppo secondo la Procura

La Procura aveva già espresso in precedenza la volontà di archiviare il caso. La richiesta di archiviazione era stata avanzata una prima volta. Tuttavia, il giudice aveva richiesto ulteriori approfondimenti. Ora, dopo le nuove indagini, i pubblici ministeri ribadiscono la loro posizione. Sostengono che non siano emersi elementi significativi. Non ci sono stati sviluppi tali da modificare la tesi iniziale. La conclusione dei magistrati resta dunque quella del suicidio. La famiglia attende ora la decisione definitiva del gip. La loro battaglia per la verità continua.