È venuto a mancare Sergio La Commare, ex magistrato palermitano. La sua carriera è stata segnata dalla gestione di processi di grande rilevanza e complessità.
Sergio La Commare: un magistrato tra inchieste e passione
La città di Palermo piange la scomparsa di Sergio La Commare. L'ex giudice si è spento all'età di 84 anni. La sua figura è indissolubilmente legata a un periodo cruciale della storia giudiziaria siciliana. Fu infatti protagonista di alcune delle inchieste più delicate e discusse degli anni '90.
La Commare ha dedicato gran parte della sua vita alla toga. Ha ricoperto ruoli di primo piano all'interno del tribunale di Palermo. La sua carriera lo ha visto prima operare come giudice per le indagini preliminari (gip). Successivamente, ha fatto parte di una sezione penale del tribunale. Questo gli ha permesso di affrontare direttamente i reati più complessi.
La sua attività giudiziaria si è svolta in un'epoca di grandi trasformazioni e sfide per la giustizia. La lotta alla criminalità organizzata e la gestione di casi di corruzione hanno rappresentato il pane quotidiano per molti magistrati. La Commare non fece eccezione. La sua determinazione nel perseguire la verità è stata una costante.
Oltre all'impegno professionale, Sergio La Commare coltivava profonde passioni. Amava lo sport, in particolare il tennis e il ciclismo. Queste discipline le praticava a livello amatoriale. L'attività sportiva rappresentava per lui un momento di svago e di equilibrio. Anche dopo il congedo dalla magistratura, ha continuato a dedicarsi a questi hobby.
Il Tennis Club Palermo 2 lo ricorda con affetto. Era uno dei primi soci tesserati. Lo descrivono come una persona «autentica e generosa». Questo ritratto restituisce l'immagine di un uomo stimato non solo per le sue capacità professionali. Era apprezzato anche per le sue qualità umane.
I casi più controversi gestiti da La Commare
La carriera di Sergio La Commare è costellata di decisioni che hanno segnato la cronaca giudiziaria. Tra i casi più noti, spicca quello relativo a Bruno Contrada. L'ex numero tre del Sisde fu destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare. Questa fu emessa alla vigilia di Natale del 1992.
La richiesta di custodia cautelare proveniva dalla Procura. L'ordinanza fu firmata proprio da Sergio La Commare. Questo atto giudiziario ebbe un'eco mediatica notevole. L'inchiesta su Contrada fu complessa e articolata. Coinvolse diversi livelli dello Stato e dei servizi segreti.
A seguito di questo procedimento, La Commare dovette affrontare un procedimento disciplinare. Fu sanzionato dal Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). La ragione della sanzione riguardava un biglietto informale. In esso, il giudice forniva indicazioni a un pubblico ministero. Questo episodio evidenzia le pressioni e le difficoltà che i magistrati potevano incontrare.
Un altro caso significativo gestito da La Commare, sempre in veste di gip, riguarda l'inchiesta su mafia e appalti. In questo frangente, il giudice archiviò un filone dell'indagine. L'archiviazione avvenne su richiesta dei pm Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato. Questa decisione suscitò un acceso dibattito.
Recentemente, la gestione di quel procedimento è tornata al centro di una polemica. Il generale Mario Mori, autore di un dossier con il colonnello Giuseppe De Donno, ha sollevato dubbi. A suo giudizio, la decisione di La Commare potrebbe configurare un caso di «insabbiamento». Queste affermazioni hanno riacceso i riflettori su quel complesso capitolo giudiziario.
Sergio La Commare fu anche giudice a latere. Fece parte del collegio presieduto da Claudio Dall’Acqua. Questo collegio emise la condanna di Marcello Dell’Utri. Dell’Utri fu condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza rappresentò un punto fermo nella lotta a Cosa Nostra.
Il ricordo e i funerali
La figura di Sergio La Commare rimane impressa nella memoria collettiva di Palermo. La sua opera di magistrato ha contribuito a fare luce su vicende oscure. Ha affrontato con coraggio le sfide poste dalla criminalità organizzata e dalla corruzione.
Il suo legame con lo sport, in particolare con il tennis, è stato un elemento distintivo della sua vita. Il Tennis Club Palermo 2 ha espresso il suo cordoglio. Lo ha ricordato come un membro stimato e una persona di grande spessore umano. Questo tributo sottolinea l'importanza dei suoi legami sociali.
I funerali di Sergio La Commare si sono svolti il 26 marzo. La cerimonia si è tenuta alle ore 10. La parrocchia scelta per l'ultimo saluto è stata quella di Maria SS. Madre della Chiesa. La comunità palermitana si è stretta attorno alla famiglia per l'estremo commiato.
La sua eredità professionale e umana continuerà a vivere. Le sue decisioni giudiziarie hanno segnato un'epoca. Il suo esempio di dedizione al dovere e di passione per la vita ispira ancora oggi.