Diciotto migranti sono morti per ipotermia e inalazione di fumi tossici durante la traversata verso Lampedusa. I corpi sono stati recuperati al molo Favarolo.
Tragedia in mare: 19 vittime sul barcone
Le autorità hanno recuperato diciannove corpi al molo Favarolo di Lampedusa. L'intervento della Guardia Costiera è avvenuto nella notte, a circa 85 miglia dall'isola. Una motovedetta ha soccorso un'imbarcazione in grave difficoltà. A bordo sono stati trovati diversi migranti già privi di vita.
I superstiti e le salme sono stati trasbordati e trasferiti verso Lampedusa. L'arrivo sull'isola è avvenuto poco dopo le 13. Durante la navigazione, purtroppo, altri naufraghi, tra cui alcune donne, non sono sopravvissuti. Sono state cinquantotto le persone tratte in salvo.
Dopo lo sbarco, i sette migranti che necessitavano di cure mediche urgenti e i 19 cadaveri sono stati fatti scendere per primi. I sopravvissuti, sottoposti a controlli sanitari in banchina, sono stati trasferiti all'hotspot di contrada Imbriacola. Attualmente, nella struttura erano presenti solo undici ospiti.
Cause del decesso e dispersi in mare
Le vittime avrebbero perso la vita a causa di ipotermia e inalazione di fumi di carburante. Le salme saranno trasferite alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. Si segnalano anche tre dispersi. Tre uomini sarebbero caduti in mare poco prima dell'intercettazione del natante.
La motovedetta Cp 306 della Guardia Costiera ha agganciato il gommone a 85 miglia da Lampedusa. Molti dei 58 sopravvissuti hanno raccontato l'accaduto. Sette di loro si trovano attualmente presso il Poliambulatorio. Due, in condizioni cliniche critiche, saranno trasportati con elisoccorso in un ospedale di Palermo.
Il racconto dei sopravvissuti
I migranti superstiti, una volta giunti all'hotspot di contrada Imbriacola, hanno condiviso i dettagli del viaggio. Erano in ottanta su un gommone di circa 10 metri. L'imbarcazione era salpata da Abu Kammash, in Libia, all'alba di lunedì. Tra i sopravvissuti figurano sedici donne e cinque minori.
Tra i 19 cadaveri, già trasportati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, è stata rinvenuta una sola donna. I migranti hanno dichiarato di provenire da Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana ed Etiopia. Hanno riferito di aver pagato tra i 400 e i 2 mila euro per affrontare la traversata.