Condividi
AD: article-top (horizontal)

La costruzione di due impianti di dissalazione per l'area metropolitana di Palermo subisce ritardi a causa di una sentenza europea. Il diritto di prelazione nel project financing è stato giudicato incompatibile con le norme UE.

Nuove regole per i dissalatori a Palermo

L'avvio di due importanti progetti per la realizzazione di impianti di dissalazione nell'area metropolitana di Palermo incontra un ostacolo inatteso. Questi impianti erano pensati per risolvere definitivamente il problema della scarsità d'acqua nel capoluogo siciliano. La regione non è responsabile di questo stallo, né vi sono errori nella formulazione dei bandi. Tuttavia, una decisione giuridica ha rallentato significativamente l'iter di costruzione.

La problematica nasce da una recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Questa sentenza ha messo in luce un problema con l'articolo 193 del Codice italiano dei contratti pubblici. Nello specifico, il diritto di prelazione all'interno del meccanismo del project financing è stato ritenuto non conforme ai principi europei. Questi principi riguardano la concorrenza, la parità di trattamento e la libertà di stabilimento.

Project financing sotto esame della giustizia europea

In parole più semplici, questa decisione avrà un impatto diretto sulle gare d'appalto che utilizzano la finanza di progetto. Questa tecnica permette di finanziare opere pubbliche a lungo termine attraverso partnership con soggetti privati. Le aziende che partecipano a queste gare non potranno più aggiudicarsi l'appalto semplicemente adeguando la propria offerta a quella del concorrente migliore.

Questo veto ha bloccato anche l'avviso pubblico per la raccolta di proposte di fattibilità. L'avviso riguardava la costruzione e la gestione dei dissalatori previsti per Palermo. Era stato emesso lo scorso anno dal dipartimento regionale della Protezione civile. La giunta regionale di Palermo aveva dato il via libera alla fine del 2024.

Il bando in questione prevedeva l'utilizzo del sistema di project financing. La procedura di selezione era stata affidata a Invitalia. L'obiettivo era aprire la possibilità a tutti gli operatori economici qualificati. L'investimento totale previsto ammontava a circa 180 milioni di euro. Era inoltre prevista la possibilità di un contributo regionale non superiore a 10 milioni di euro.

La task force anti-siccità valuta le proposte

Attualmente, secondo quanto comunicato dalla task force anti-siccità guidata da Salvo Cocina, sono pervenute sei proposte. Queste proposte saranno attentamente valutate secondo i criteri stabiliti nell'avviso. L'obiettivo è individuare l'istanza migliore da utilizzare come base per la successiva gara d'appalto.

Ora, a seguito della decisione della Corte europea, la responsabilità passa al ministero delle Infrastrutture. La Regione Siciliana ha inviato una richiesta formale al ministero. Si attende una risposta per capire come rimodulare il bando e poter riprendere l'iter. La risposta da Roma potrebbe arrivare nel corso di questa settimana. Il ministero sta gestendo numerose pratiche simili provenienti da diverse regioni e comuni italiani.

Tempi più lunghi per la realizzazione dei dissalatori

È ormai certo che i tempi per la realizzazione dei dissalatori si allungheranno. Un precedente simile si è già verificato per un altro bando. Si tratta dell'avviso relativo al rilancio delle Terme di Sciacca. A febbraio, la scadenza era stata prorogata di un mese e mezzo proprio a causa della stessa sentenza della Corte di giustizia.

I due nuovi impianti di dissalazione dovrebbero sorgere in posizioni strategiche. Uno sarà situato a ovest di Palermo, tra la città e Partinico. L'altro impianto sorgerà a est, tra il capoluogo e Termini Imerese. La capacità produttiva prevista è significativa, variando dai 600 ai 900 litri al secondo. Saranno inoltre dotati di sistemi di adduzione e collegamento alla rete idrica.

Il costo previsto per la gestione di ciascun metro cubo d'acqua prodotta si aggira intorno ai 2 euro. Il bando originale prevedeva una concessione di gestione della durata di 30 anni.

Domande frequenti sui dissalatori a Palermo

Qual è il motivo principale del ritardo nella costruzione dei dissalatori a Palermo?
Il ritardo è causato da una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha dichiarato incompatibile il diritto di prelazione nel project financing con le normative europee sulla concorrenza. Questo ha bloccato l'iter dei bandi che utilizzano questa modalità di finanziamento.

Quanto costerà la realizzazione dei due nuovi impianti di dissalazione?
L'investimento totale previsto per la costruzione e gestione dei due dissalatori è di circa 180 milioni di euro. È prevista anche la possibilità di un contributo regionale fino a 10 milioni di euro.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: