Un ventenne è stato identificato e denunciato a Sandrigo per aver manomesso le telecamere di sorveglianza del cimitero, con l'intenzione di danneggiare le auto parcheggiate. Il giovane dovrà pagare oltre 5.000 euro di multa.
Sabotaggio al cimitero di Sandrigo
Le telecamere di sorveglianza del cimitero di Sandrigo, precisamente nella frazione di Ancignano, sono state messe fuori uso. L'episodio è avvenuto lo scorso fine settimana. Gli agenti della polizia locale hanno notato l'anomalia durante i controlli di routine. L'impianto di videosorveglianza risultava completamente spento.
Le verifiche tecniche hanno confermato che lo spegnimento non era casuale. Le immagini delle telecamere, registrate fino all'interruzione, hanno rivelato la causa. Un giovane è stato ripreso mentre apriva il quadro elettrico. Con un gesto intenzionale, ha disattivato l'alimentazione delle telecamere.
Intenzioni criminali e indagini
Le telecamere hanno documentato anche il comportamento del giovane prima del sabotaggio. Era arrivato sul posto a bordo di un camper. Poco prima di disattivare l'impianto, è stato visto aggirarsi tra le auto parcheggiate. Teneva in mano un'asta metallica. Questo dettaglio ha fatto pensare agli agenti che avesse l'intenzione di forzare i veicoli. L'obiettivo era probabilmente rubare oggetti di valore.
Le forze dell'ordine hanno avviato subito le ricerche. L'obiettivo era duplice: identificare il responsabile e contattare i proprietari delle auto. Si voleva verificare se ci fossero stati danni o furti dopo lo spegnimento delle telecamere.
Identificazione e sanzioni
Il giorno seguente, il camper è stato intercettato. L'avvistamento è avvenuto lungo la strada provinciale 248 Marosticana. Alla guida del veicolo c'era un 20enne. Il giovane, residente in provincia di Padova, non aveva i documenti con sé al momento del controllo. Gli accertamenti successivi hanno rivelato precedenti penali. Aveva già commesso reati contro il patrimonio. Inoltre, è emerso che non possedeva la patente di guida.
Il 20enne è stato accompagnato negli uffici della polizia locale. Qui gli sono state contestate diverse violazioni amministrative. L'ammontare totale delle multe supera i 5.000 euro. Oltre alle sanzioni pecuniarie, è scattata la denuncia. L'accusa è di interruzione di pubblico servizio. Questo reato è legato allo spegnimento doloso del sistema di videosorveglianza.
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