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Truffa ai danni di un'anziana a Pasian di Prato

I Carabinieri di Udine hanno concluso un'indagine sulla truffa del "falso carabiniere". Due persone sono state denunciate per aver raggirato un'anziana donna.

L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri a Pasian di Prato. La vittima è una signora di 93 anni.

Il raggiro telefonico e la consegna della refurtiva

I malviventi hanno contattato telefonicamente la 93enne. Hanno finto che il nipote avesse commesso un reato.

Con questa scusa, hanno convinto la donna a raccogliere denaro e preziosi. Il bottino ammontava a circa 16mila euro.

Successivamente, un complice si è presentato a casa della vittima. La donna gli ha consegnato quanto aveva preparato.

Le indagini e il rintraccio dei sospettati

I due presunti truffatori sono riusciti a fuggire inizialmente. Le indagini dei Carabinieri hanno però portato alla loro identificazione.

Fondamentale è stata la collaborazione del personale specializzato della Polizia di Stato del Veneto e del Lazio.

Un uomo di 51 anni, residente in Abruzzo, è stato fermato mentre viaggiava su un'auto a noleggio. Si trovava sull'autostrada Bologna-Padova.

Il secondo sospettato, un 50enne di Napoli, è stato intercettato su un treno. Era diretto verso la sua città.

Recupero della refurtiva e presunzione di innocenza

La refurtiva è stata trovata addosso al 50enne napoletano. La somma è stata sequestrata.

Attualmente si attende la restituzione alla legittima proprietaria. Le misure sono state avviate d'ufficio dai Carabinieri di Udine.

Si ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza dei soggetti sarà accertata solo con sentenza definitiva.

Domande frequenti

Chi ha indagato sulla truffa del falso carabiniere a Pasian di Prato?

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Udine, con il supporto dei militari della Stazione di Martignacco e della Polizia di Stato del Veneto e del Lazio.

Cosa è stato recuperato dai Carabinieri?

I Carabinieri hanno recuperato la refurtiva, consistente in denaro e preziosi per un valore di circa 16mila euro, che era in possesso di uno dei due presunti autori.

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