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Una proteina scoperta dall'Università di Padova agisce come un interruttore naturale per regolare il metabolismo. La ricerca apre nuove prospettive per contrastare obesità, diabete e fegato grasso.

Scoperta proteina 'CD300e' a Padova

Una proteina agisce da interruttore biologico. Difende il metabolismo umano da danni legati all'obesità. Previene condizioni come il diabete e il fegato grasso. Questa scoperta è frutto di uno studio universitario. La ricerca è stata guidata da Marina de Bernard e Sara Coletta. Appartengono al dipartimento di Biologia dell'Università di Padova. Hanno identificato il ruolo del recettore chiamato 'CD300e'. Questo avviene nel tessuto adiposo.

Analisi su gemelli e tessuto adiposo

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease. La proteina è stata individuata analizzando dati specifici. Questi dati provenivano da ricercatori e medici finlandesi. Hanno esaminato il tessuto grasso di 49 coppie di gemelli monozigoti. In ogni coppia, un gemello era normopeso. L'altro soffriva di obesità. Il tessuto adiposo del gemello obeso mostrava livelli molto più alti della proteina CD300e. Questo suggerisce un legame con l'eccesso di grasso corporeo.

Meccanismi di adattamento del tessuto adiposo

Si è osservato che i livelli della proteina diminuivano. Questo accadeva mentre le persone perdevano peso. Questo dato indica un possibile ruolo nei meccanismi di adattamento. Il tessuto adiposo si adatta all'eccesso di grasso corporeo. La dottoressa Coletta ha commentato la scoperta. «Avevamo molte prove», ha affermato. «Sapevamo che CD300e proteggeva dalle alterazioni metaboliche dell'obesità». Tuttavia, il meccanismo preciso rimaneva oscuro. Dopo quattro anni di indagini, i risultati sono chiari. La proteina non è solo un indicatore di malattia. Favorisce l'attività dei macrofagi. Mantiene così l'equilibrio metabolico del tessuto grasso.

Studi su modelli murini e cellule umane

I ricercatori hanno condotto esperimenti su modelli murini. Hanno utilizzato topi geneticamente modificati. Questi topi non producevano la proteina CD300e. Sono stati alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi. Senza CD300e, gli animali hanno accumulato più peso. Le loro cellule adipose si sono gonfiate eccessivamente. Il fegato ha sviluppato steatosi, accumulando grasso. Il corpo ha perso sensibilità all'insulina. Questo scenario apre la strada al diabete.

Successivamente, i ricercatori hanno agito su cellule umane. Hanno disattivato artificialmente la proteina CD300e. Hanno osservato lo stesso blocco metabolico. Questo blocco era simile a quello riscontrato nei topi. I risultati confermano il ruolo cruciale della proteina.

Nuove prospettive per la ricerca farmacologica

L'identificazione di questo meccanismo biologico è significativa. Offre un nuovo bersaglio per la ricerca farmacologica. Potrà guidare lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. L'obiettivo è preservare la funzione metabolica del tessuto adiposo. Questo è particolarmente importante per le persone che soffrono di obesità. La scoperta apre la strada a trattamenti innovativi. Potrebbero aiutare a gestire meglio le complicanze metaboliche. La ricerca dell'Università di Padova getta nuova luce sulla lotta contro l'obesità.