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A Padova è stato creato un modello digitale 3D del reliquiario del dito di Sant'Antonio. Questo progetto innovativo permette di studiare e conservare il prezioso manufatto senza toccarlo.

Un modello digitale per un tesoro antico

È stato svelato un modello tridimensionale del Reliquiario del Dito di Sant'Antonio. L'evento si è tenuto presso l'Oratorio di San Giorgio a Padova. Questo manufatto è realizzato in argento, oro e smalti. Risale al XIV secolo. È custodito nella Basilica del Santo. Viene portato in processione solenne ogni 13 giugno.

L'azienda veneta Geolander.it ha realizzato questo progetto. L'azienda opera nel campo della geomatica. Il Museo Antoniano e i frati francescani hanno supervisionato il lavoro. L'obiettivo è preservare un bene storico e religioso di grande valore.

Tecnologia al servizio della conservazione

Sono state utilizzate tecniche avanzate per creare il modello. Laser scanner e fotogrammetria ad alta risoluzione hanno mappato l'opera. Sono state generate nuvole di punti. Queste riproducono la superficie del reliquiario in modo millimetrico. Il rilievo tridimensionale offre nuove possibilità di studio.

È possibile visualizzare, ingrandire e ruotare il manufatto virtualmente. Questo avviene a distanza. Si facilita così lo studio e il monitoraggio dello stato di conservazione. Non sono necessari interventi fisici sull'originale. Il reliquiario risale allo stile della fine del Trecento padovano. Fa parte dei nove manufatti che compongono il Tesoro della Basilica.

Prospettive future per i reliquiari antoniani

All'incontro di presentazione sono intervenute figure chiave. C'era il rettore del Santo, padre Antonio Ramina. Presente anche la direttrice del Museo Antoniano, Giovanna Baldissin Molli. Hanno partecipato i tecnici Giovanni Manta e Michele Nocera di Geolander.it. Hanno illustrato i benefici della tecnologia impiegata.

I promotori del progetto intendono ampliare questa metodologia. Si vorrebbe estenderla all'intera serie dei reliquiari antoniani. Questo è importante in vista degli ottocentenari antoniani. L'ottocentenario della morte di frate Antonio, nel 2031, è un appuntamento cruciale. La digitalizzazione permetterà una migliore conservazione e fruizione.