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Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso contro i fondi destinati all'ovovia di Trieste. Confermati 48,8 milioni di euro. La decisione apre la strada alla realizzazione dell'impianto.

Tar conferma legittimità fondi per ovovia

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha emesso una sentenza cruciale sulla controversa ovovia di Trieste. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un comitato di residenti. Questi ultimi temevano l'esproprio di alcune proprietà. Il ricorso era diretto contro un decreto ministeriale. Tale decreto, firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, aveva riassegnato fondi significativi. Si trattava di 48,8 milioni di euro. Questi fondi erano originariamente previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il decreto li ha poi destinati all'impianto a fune triestino. La somma era stata precedentemente allocata per il tram Sir 2 di Padova.

Nodi da sciogliere sulla questione fondi

La decisione del Tar Lazio rappresenta un importante passo avanti per il progetto dell'ovovia. Il comitato contrario all'impianto, supportato dall'avvocato Andrea Reggio d'Aci, aveva sollevato dubbi sulla legittimità del decreto. Secondo i ricorrenti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) non aveva adeguatamente motivato l'assegnazione dei fondi all'ovovia. Inoltre, l'impianto triestino non era mai stato incluso nel bando ministeriale originale. Nonostante queste obiezioni, il Tar ha ritenuto che il MIT abbia agito in modo legittimo. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Finanziamenti e possibili anticipi comunali

La conferma dei 48,8 milioni di euro da parte del ministero, già anticipata dal Ministro Matteo Salvini durante una sua visita a Trieste, porta però con sé alcune questioni ancora aperte. I fondi ministeriali, infatti, non verrebbero erogati immediatamente. La loro erogazione è prevista in diverse rate. Queste dovrebbero distribuirsi nell'arco di tempo compreso tra il 2027 e il 2034. Questa tempistica potrebbe comportare la necessità per il Comune di Trieste di anticipare le risorse necessarie. Tale eventualità contrasta con le rassicurazioni fornite in precedenza dal sindaco e dall'assessore competente. Inoltre, esistono ancora appelli pendenti presso il Consiglio di Stato. Questi potrebbero ulteriormente influenzare l'iter del progetto.

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