I 41 dipendenti Airpack di Ossago Lodigiano trascorrono la Pasqua in presidio. Le trattative con la proprietà sono fallite e si attende un tavolo regionale per evitare il licenziamento collettivo.
Crisi Airpack: Pasqua di resistenza per i lavoratori
La Pasqua dei 41 dipendenti di AirPack a Ossago Lodigiano si svolgerà sotto i gazebo del presidio. Questo sit-in permanente è stato allestito davanti ai cancelli dell'azienda. La festa sarà segnata dalla resistenza e dalla solidarietà tra i lavoratori. Le bandiere sindacali sventolano per ricordare la minaccia imminente. Il conto alla rovescia verso il licenziamento collettivo è iniziato.
La scelta di presidiare lo stabilimento anche nei giorni festivi è significativa. Serve a mantenere alta l'attenzione sulla grave situazione occupazionale. I rappresentanti di Cisl e Cgil guidano questa mobilitazione. La loro determinazione è volta a scongiurare la perdita dei posti di lavoro.
Trattative fallite: si attende la Regione
Le trattative a livello locale con la proprietà sono giunte a un punto morto. I sindacati denunciano l'intransigenza della dirigenza. Le speranze si concentrano ora su un possibile tavolo di mediazione regionale. Si attende la convocazione ufficiale da parte della Regione Lombardia. L'obiettivo è tentare un'ultima disperata negoziazione.
L'azienda ha rifiutato categoricamente la richiesta di cassa integrazione. Questa misura avrebbe potuto offrire una boccata d'ossigeno. Permetterebbe di cercare soluzioni alternative per il futuro. La dirigenza sembra irremovibile di fronte alle richieste sindacali.
Azienda fredda sull'ipotesi di cessione
Persiste il gelo anche riguardo all'ipotesi di vendita dello stabilimento. Un nuovo acquirente potrebbe garantire la continuità produttiva. Potrebbe anche favorire il riassorbimento del personale. Questo scenario è considerato ideale dai sindacati. Tuttavia, l'azienda appare poco incline a facilitare tale transizione.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la dirigenza non mostrerebbe interesse. Non c'è apertura a discutere di una possibile cessione. Questa mancanza di collaborazione complica ulteriormente la ricerca di una soluzione. La situazione per i 41 addetti resta estremamente precaria.
Solidarietà dal Vescovo di Lodi
La solidarietà ai lavoratori in lotta è giunta anche da parte della Chiesa. Il Vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, era atteso ieri sera. La sua visita era prevista dopo la celebrazione del Venerdì Santo. L'incontro mirava a portare conforto e sostegno morale ai manifestanti.
La presenza del Vescovo sottolinea la gravità della vertenza. Evidenzia l'impatto sociale della crisi aziendale. La comunità locale mostra vicinanza ai lavoratori. Si spera che questo sostegno possa rafforzare la loro determinazione.
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