Il Comune di Orvieto ha richiesto alla Regione Umbria di riesaminare l'autorizzazione unica per il parco eolico Phobos. La richiesta si basa su una recente sentenza del Tar che lascia margini di manovra per un intervento regionale.
Orvieto chiede riesame autorizzazione unica
L'amministrazione comunale di Orvieto ha inviato una richiesta formale alla Regione Umbria. L'obiettivo è attivare un procedimento di riesame. Questo riguarda l'autorizzazione unica per il progetto del parco eolico Phobos. L'autorizzazione si era formata per silenzio-assenso.
L'istanza ripercorre l'intero iter autorizzativo. Analizza anche le decisioni dei giudici amministrativi. La richiesta nasce dall'ultima sentenza del Tar dell'Umbria. Il tribunale si è pronunciato a favore di Rwe Renewables Italia. La società aveva presentato ricorso contro il diniego del progetto. Nonostante ciò, la sentenza lascia un margine di intervento alla Regione Umbria.
Criticità e poteri della Regione
La sindaca Roberta Tardani ha inviato una lettera alla Regione. Si chiede di valutare l'interesse pubblico. Questo è necessario per l'esercizio dell'autotutela. Si devono considerare le criticità emerse nel procedimento di autorizzazione unica. Viene sollevata la questione della reale producibilità dell'impianto. Questo va valutato alla luce delle analisi tecniche regionali. Tali analisi erano state richiamate nel giudizio del Tar ma non esaminate nel merito per motivi procedurali.
Si chiede inoltre di verificare la compatibilità del progetto. Deve essere valutata rispetto alle prescrizioni della Via. La Valutazione di Impatto Ambientale è stata disposta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Si deve poi considerare la persistenza delle criticità segnalate. Queste riguardano aspetti paesaggistici, culturali, archeologici e territoriali. Vari enti hanno espresso preoccupazioni. Tra questi il Ministero della Cultura, la Soprintendenza, la Regione, il Comune di Orvieto e altri enti intervenuti.
Richiesta di valutazione approfondita
L'amministrazione di Orvieto chiede una rivalutazione dell'incidenza del progetto. Si deve analizzare l'impatto su beni e aree sottoposte a tutela. Importante è anche l'impatto sul contesto paesaggistico e percettivo del territorio comunale. Si deve valutare la proporzionalità. Questo significa bilanciare l'utilità energetica con il sacrificio imposto al territorio. Infine, si chiede di acquisire nuovamente o rivalutare i contributi delle amministrazioni competenti. Queste amministrazioni hanno competenze in materia paesaggistica, culturale, ambientale e territoriale.
Un contributo alla Regione
La sindaca Roberta Tardani e l'assessore all'Ambiente Andrea Sacripanti hanno commentato la decisione. Hanno affermato che la richiesta formale è stata presentata come annunciato. Ritengono che la pronuncia del Tar offra ancora spazi di manovra. La sentenza, infatti, evidenzia la possibilità per la Regione di intervenire. Può farlo tramite un provvedimento di autotutela. Questo permetterebbe di riesaminare nel merito le criticità. Molti aspetti importanti non sono stati trattati dal Tar. Il tribunale ha dato priorità alla formazione del silenzio-assenso, accertata dal Consiglio di Stato.
L'amministrazione di Orvieto vuole offrire un contributo positivo. L'obiettivo è sostenere la Regione in questa vicenda. L'amministrazione si è impegnata fin dall'inizio per difendere il territorio. Ha sostenuto le istanze di cittadini e associazioni. Il procedimento di autotutela è visto come l'unico strumento idoneo. Permetterebbe una valutazione motivata e partecipata degli interessi territoriali. La difesa del territorio rimane una priorità per l'amministrazione comunale.