La sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, esprime forti perplessità sul nuovo piano regionale dei rifiuti. Critica i tempi stretti, i costi elevati e la persistenza delle discariche, definendo la strategia regionale azzardata.
Critiche al nuovo piano rifiuti regionale
La sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, ha manifestato dubbi significativi riguardo al nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti. Pur riconoscendo l'opportunità di confronto offerta dall'assessore De Luca, le preoccupazioni rimangono. L'incontro si è svolto venerdì 8 maggio. La discussione verteva sul disegno di legge "Umbria circolare" e sull'aggiornamento del piano rifiuti.
La sindaca ha sottolineato come il nuovo governo regionale abbia deciso di abbandonare il piano precedente. Quest'ultimo puntava alla chiusura del ciclo dei rifiuti tramite termovalorizzazione. La nuova strategia appare radicale. Manca un'alternativa strutturale e credibile. Questo potrebbe riportare l'Umbria in una fase di incertezza. Il piano attuale si concentra su riduzione, raccolta differenziata e riciclo. Prevede anche il potenziamento degli impianti TMB e l'end of waste. Tuttavia, non definisce chiaramente come chiudere il ciclo dei rifiuti.
Anche con un'altissima percentuale di raccolta differenziata, una quota di residuo rimarrà. Questo materiale necessiterà di smaltimento o trattamento. La sindaca Tardani evidenzia la dipendenza del sistema dal raggiungimento di obiettivi ambiziosi. Si punta al 75% di differenziata entro il 2028, all'80% entro il 2030 e al 90% entro il 2035. Questi traguardi sono condivisibili ma molto sfidanti. Richiedono investimenti ingenti e l'adesione dei cittadini.
Costi, tempi e gestione delle discariche
Il piano proposto richiede una raccolta domiciliare estesa. Questo comporterebbe costi elevati per i Comuni e, di conseguenza, per i cittadini. Sono necessarie nuove tecnologie e impianti TMB evoluti. Anche i centri di raccolta devono essere potenziati. L'implementazione di sistemi digitali è un altro aspetto cruciale. Tutte queste misure richiedono investimenti enormi in tempi molto brevi. L'adesione totale dei cittadini è un ulteriore elemento di difficoltà.
Il potenziamento degli impianti TMB è un punto centrale della strategia. Tuttavia, questi impianti non eliminano il rifiuto. Si limitano a trattarlo e selezionarlo. Una parte viene recuperata, ma una quota residua deve comunque essere smaltita. Questo può avvenire in discarica o fuori regione. Ciò comporta il rischio concreto di un ulteriore aumento dei costi. Nel frattempo, le discariche continuano a riempirsi. I costi aumentano, così come le tariffe per i cittadini.
La sindaca Tardani ritiene azzardato costruire un sistema regionale basato su presupposti eccessivamente ottimistici. La discarica di Orvieto si esaurirà in meno di 4 anni. Le perplessità non sono solo quelle dell'amministrazione comunale. Sono condivise dalle associazioni e dall'Auri (Agenzia Umbra per il Rifiuti e le Acque). L'Auri, nel redigere il piano d'ambito, ha sollevato criticità sul cronoprogramma e sulle modalità operative. Il documento parla apertamente di "un cambio di scenario di notevole impatto".
Criticità procedurali e cronoprogramma serrato
I tempi assegnati alle attività di competenza dell'Auri sono definiti "oltremodo compressi". Il cronoprogramma prevede l'approvazione del piano d'ambito entro il 31 dicembre 2026. Le gare d'appalto dovrebbero svolgersi nel 2027. La nuova gestione dovrebbe iniziare già nel 2028. Queste tempistiche non dipendono direttamente dalle attività dell'Auri. La procedura voluta dalla Regione viene definita "anomala". Le direttive impongono all'Auri di avviare la redazione del piano regionale.
Ciò avviene basandosi su linee di indirizzo e con il vecchio piano regionale ancora vigente. La sindaca Tardani definisce questa situazione "una vera assurdità". La gestione dei rifiuti è un tema cruciale per la regione e per la città di Orvieto. L'amministrazione si impegnerà a vigilare attentamente sull'evolversi della situazione. Le criticità sollevate riguardano la sostenibilità economica e ambientale del piano. La mancanza di chiarezza sulla chiusura del ciclo dei rifiuti è un punto dolente. La dipendenza da obiettivi ambiziosi e tempi stretti aumenta le preoccupazioni.
Domande frequenti
Quali sono le principali critiche mosse dalla sindaca Tardani al nuovo piano rifiuti?
La sindaca Roberta Tardani critica i tempi stretti per l'attuazione del piano, i costi potenzialmente elevati per cittadini e comuni, e la mancanza di una chiara strategia per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Esprime preoccupazione per la persistenza delle discariche e per la dipendenza da obiettivi di raccolta differenziata molto ambiziosi, ritenendo la strategia regionale azzardata.
Perché il cronoprogramma del nuovo piano rifiuti è considerato anomalo e problematico?
Il cronoprogramma è considerato anomalo perché impone all'Auri di redigere il piano d'ambito regionale basandosi su linee guida e con il vecchio piano ancora vigente. Le tempistiche sono definite "oltremodo compresse", con scadenze ravvicinate per approvazione, gare e avvio della nuova gestione, creando criticità procedurali e rendendo difficile il rispetto delle scadenze.