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L'esperto enologo Riccardo Cotarella è stato scelto dal governo albanese per un ambizioso progetto di rilancio della viticoltura nazionale. L'obiettivo è migliorare la qualità e l'identità dei vini locali per affermarli sui mercati internazionali.

Nuova sfida internazionale per l'enologo

L'enologo Riccardo Cotarella, originario di Orvieto e docente universitario, affronterà una nuova importante missione all'estero. Il governo dell'Albania, tramite il suo primo ministro Edi Rama, gli ha affidato la guida di un progetto strategico. L'iniziativa mira a rivitalizzare e promuovere la produzione vinicola del Paese balcanico.

L'intento principale è elevare la percezione dei vini albanesi a livello globale. Si punterà su un aumento della qualità, sulla valorizzazione dell'identità territoriale e sull'adozione di pratiche innovative. Cotarella ha espresso il suo entusiasmo per le potenzialità della regione. Ha dichiarato all'ANSA che l'Albania possiede aree geografiche ideali per la viticoltura. Queste zone possono produrre vini con un carattere distintivo e autentico.

Valorizzare territori e vitigni autoctoni

La filosofia di lavoro di Cotarella si concentra sulla ricerca di valore anche in aree considerate meno centrali. Spesso, le scoperte più interessanti provengono da zone meno note, ma ricche di un'identità forte. L'Albania, secondo l'enologo, ha tutte le carte in regola per diventare un esempio di questo successo. Il progetto nasce dalla volontà del governo albanese di creare un settore vitivinicolo moderno e competitivo.

Un aspetto cruciale sarà la valorizzazione dei vitigni autoctoni e delle tradizioni locali. Tra le varietà su cui si concentrerà l'attenzione figurano il Kallmet, un rosso simbolo dell'area di Scutari. Saranno presi in considerazione anche Shesh i Zi, Shesh i Bardhe, Vlosh e Puls. L'obiettivo è costruire un'identità enologica autenticamente albanese, come sottolineato da Cotarella.

Mappatura dei terreni e nuova cantina sperimentale

Il piano prevede una fase iniziale di mappatura dei terreni più adatti alla coltivazione della vite. Verranno condotti studi approfonditi sui suoli e sulle condizioni climatiche. Saranno inoltre effettuate analisi del DNA delle uve per valutarne l'adattabilità ai diversi territori. Un elemento centrale del progetto sarà la creazione di una nuova cantina sperimentale. Questa struttura sorgerà all'interno dell'Università di Tirana.

La cantina ospiterà un laboratorio per l'analisi di suoli e vini. Diventerà un punto di riferimento scientifico e formativo per l'intero settore vitivinicolo albanese. Nel team di lavoro sono coinvolti il rettore dell'Università di Tirana, Fatbardh Sallaku, il ministro dell'Economia Delina Ibrahimaj. Partecipa anche Erjola Braha, importatrice di vini e ambasciatrice del progetto per le relazioni internazionali, e l'enologo Rodolfo Rizzi.

Tempi di realizzazione e prospettive future

I tempi per vedere i risultati del progetto varieranno a seconda degli interventi. I nuovi impianti richiederanno almeno cinque o sei anni per entrare in produzione. Tuttavia, collaborando con cantine già esistenti, si potranno ottenere risultati più rapidi, nell'arco di due o tre anni. L'intento è stipulare accordi con aziende locali per avviare subito un percorso qualitativo condiviso.

Oltre alla produzione, il progetto guarda con interesse all'enoturismo. Si prevede anche la formazione di una nuova generazione di professionisti del settore. Cotarella ha concluso affermando che l'iniziativa non si limita alla produzione di vino. Mira a creare cultura del territorio, valore economico e nuove opportunità lavorative. Ha trovato in Albania, e in particolare nel presidente Rama, un grande entusiasmo e un forte legame con l'Italia. È convinto che questo percorso porterà a risultati significativi.