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Il sindaco di Ottana, Franco Saba, è stato trasferito in carcere dopo la sua rielezione mentre era agli arresti domiciliari. L'aggravamento della misura cautelare è dovuto a presunte violazioni delle prescrizioni.

Sindaco di Ottana trasferito in carcere

Franco Saba, primo cittadino di Ottana, è stato condotto ieri nel penitenziario di Badu 'e Carros, a Nuoro. La polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di aggravamento della misura cautelare. L'amministratore era già sottoposto agli arresti domiciliari dal 12 maggio scorso. L'accusa iniziale riguarda una tentata concussione in concorso.

Il provvedimento è stato emesso dal gip di Nuoro. Le presunte violazioni delle prescrizioni sono avvenute mentre il sindaco era ristretto nella sua abitazione. Il procedimento a suo carico è ancora nella fase preliminare. Saba avrebbe avuto contatti non consentiti con diverse persone.

Presunte violazioni delle prescrizioni

Le conversazioni intercettate riguardano politici e altre figure con cui Saba non avrebbe dovuto comunicare. Queste interazioni sarebbero avvenute in violazione dei divieti imposti. La magistratura ha disposto il trasferimento in carcere per queste presunte irregolarità. La misura cautelare è stata quindi aggravata.

Saba ricopre la carica di sindaco dal 2020. In precedenza, era stato sospeso dalle sue funzioni. Questo in base a quanto previsto dalla legge Severino. Nonostante ciò, è stato rieletto sindaco di Ottana lo scorso giugno. Era l'unico candidato in corsa per la sua successione.

Rielezione e nomina della giunta

La conferma nell'incarico è avvenuta con il 60,8% dei votanti. Saba ha superato il quorum necessario. Per evitare il commissariamento del Comune, ha gestito la situazione dai domiciliari. Tramite il suo legale, ha sempre negato ogni addebito. Ha trasmesso i decreti di nomina della sua giunta tramite PEC.

Questa circostanza è stata segnalata all'autorità giudiziaria. La nomina della giunta sarebbe avvenuta in palese violazione del divieto assoluto di comunicazione con l'esterno. Tale violazione è stata evidenziata anche in una delibera del consiglio comunale del 26 giugno scorso. La situazione è ora al vaglio della magistratura.

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