Ritorno in cella per violenze su compagna disabile
Un uomo di 55 anni, residente a Novellara, è stato nuovamente arrestato dai Carabinieri. La misura restrittiva è scattata a seguito della revoca dei lavori di pubblica utilità che gli erano stati concessi in precedenza.
L'uomo dovrà ora scontare una pena residua di oltre due anni di reclusione. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Stazione di Novellara.
La condanna per maltrattamenti aggravati
La vicenda risale al marzo del 2023, quando i Carabinieri avevano eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Macerata. L'uomo, all'epoca 52enne, era stato condannato in via definitiva a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
Le accuse riguardavano gravissimi episodi di violenza, sia psichica che fisica, perpetrati ai danni della sua convivente, una donna invalida. La condanna era diventata irrevocabile dopo il rigetto del ricorso in Cassazione.
Dal carcere ai lavori socialmente utili, poi la revoca
Dopo aver trascorso circa un mese in carcere, nel maggio del 2023 il Giudice dell'Esecuzione del Tribunale di Macerata aveva disposto la scarcerazione dell'uomo.
La pena detentiva era stata sostituita con il regime dei lavori di pubblica utilità, da svolgere presso una cooperativa sociale della bassa reggiana. Questa misura alternativa è durata poco più di un anno.
Recentemente, il Giudice dell'Esecuzione ha formalmente revocato il beneficio dei lavori socialmente utili. Con un'ordinanza emessa il 14 aprile 2026, è stato disposto l'immediato ripristino della custodia in carcere.
Anni di soprusi e violenze
La coppia, originaria della provincia di Reggio Emilia, si era trasferita nel maceratese. Qui le condotte maltrattanti dell'uomo si sono acuite, spesso legate a una patologica gelosia.
Per molti anni, fino al giugno 2020, l'uomo ha sottoposto la compagna a continui e gravi episodi di violenza. La donna, invalida civile, si trovava in una condizione di totale minorata difesa.
Le violenze spaziavano dalle denigrazioni verbali alle percosse. L'uomo arrivava a sequestrare il telefono alla vittima per isolarla dai familiari e impedirle di chiedere aiuto.
L'escalation culminata nell'aggressione
Il culmine della violenza è stato raggiunto nel giugno 2020. Durante una discussione, davanti al figlio minore, l'uomo ha aggredito la compagna con pugni, schiaffi e calci.
In preda all'ira, ha scagliato una cassettiera contro la donna, colpendola alle spalle. Le ha urlato minacce di morte, promettendo di incatenarla e farla morire.
Fu il coraggio della vittima di fuggire e denunciare ai Carabinieri a interrompere l'incubo e avviare l'iter giudiziario.
Il conteggio della pena residua
A seguito della revoca della misura alternativa, l'Ufficio Esecuzioni Penali di Macerata ha rideterminato la pena complessiva. Scomputati il mese di carcere iniziale e i 156 giorni di lavori socialmente utili effettivamente svolti, il residuo da scontare è di 2 anni, 1 mese e 22 giorni.
Ieri, i militari della stazione di Novellara hanno raggiunto l'uomo e, dopo le formalità di rito, lo hanno condotto in carcere per l'espiazione della pena.
Domande frequenti
Cosa sono i lavori di pubblica utilità?
I lavori di pubblica utilità sono una pena alternativa al carcere, che consiste nello svolgimento di attività non retribuita a favore della collettività, solitamente presso enti o cooperative sociali. Sono concessi in casi specifici e previa valutazione del giudice.
Quando viene revocata la misura dei lavori di pubblica utilità?
La revoca può avvenire in caso di violazione delle prescrizioni imposte dal giudice, come ad esempio l'assenza ingiustificata dal luogo di lavoro, la commissione di nuovi reati o il mancato rispetto delle regole stabilite per l'esecuzione della pena.
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