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L'evento "Io conosco la parola amore" a Cimitile ha riscosso un notevole successo, unendo fede, riscatto e arte. Lo spettacolo teatrale, interpretato da detenuti, ha emozionato il pubblico e sottolineato l'importanza del reinserimento sociale.

Successo per l'evento culturale a Cimitile

La sala consiliare delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile ha registrato un'ampia partecipazione. L'evento "Io conosco la parola amore - Secondo studio" ha visto la presenza di numerosi relatori e un folto pubblico.

L'incontro ha saputo coniugare elementi diversi. Si è parlato di fede e passione. È emerso anche il tema del lavoro. Fondamentale è stato il desiderio di riscatto. Questo riguarda chi ha commesso errori ma merita supporto.

La giornalista e scrittrice Filomena Carrella ha guidato la discussione. Ha moderato con professionalità l'intero dibattito.

Saluti istituzionali e interventi di esperti

La serata è iniziata con i saluti delle autorità locali. Il Sindaco di Cimitile, l'avvocato Filomena Balletta, ha portato il suo benvenuto. L'Assessore alla cultura, avvocato Anna Mercogliano, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa.

Erano presenti anche la dottoressa Claudia Nannola, Direttrice dell'UIEPE di Napoli. La presidente dell'associazione Giuridicamente, avvocato Giovanna Russo, ha espresso il suo sostegno.

Successivamente, si è svolta una tavola rotonda. Diversi professionisti hanno condiviso le loro esperienze. Hanno operato nel campo della giustizia e della rieducazione.

Sono intervenuti Antonietta Covone, Assistente Sociale UIEPE. Gaetano Bellicose, Luogotenente dei Carabinieri di Cimitile, ha portato il suo punto di vista. L'Ispettore Donato Vuolo della Polizia di Nola ha aggiunto ulteriori spunti.

Hanno partecipato anche Marco Puglia, Magistrato di sorveglianza. Annalaura de Fusco, Direttrice della Casa di Reclusione di Arienzo. Il regista Gaetano Battista, presidente dell'associazione Polluce APS, ha concluso il panel.

L'opera teatrale dei detenuti protagonista della serata

Il momento clou della serata è stata la rappresentazione teatrale. L'opera "Io conosco la parola amore - Secondo studio" è stata curata dall'associazione Polluce APS. I protagonisti erano i detenuti della Casa di Reclusione di Arienzo.

Lo spettacolo è stato definito autentico e necessario. Ha dato voce a storie personali. Ha messo in luce fragilità umane. Ha raccontato lettere mai spedite, simboli di speranza.

La performance ha emozionato profondamente il pubblico presente. Ha offerto uno spaccato sulla realtà carceraria.

Momenti musicali e partecipazione comunitaria

La serata è stata arricchita da un'introduzione musicale suggestiva. Le voci di Antonietta Covone e Angelo De Stefano hanno incantato i presenti. Pasquale Lavino ha eseguito "Era de Maggio" alla chitarra. Il brano è stato proposto in dialetto napoletano.

Un duo straordinario ha poi coinvolto il pubblico. La voce di Daniele Perrotta e il sax di Francesco Colavito hanno interpretato "Napul è".

Tra il pubblico, anche il Sindaco di Cicciano, Giuseppe Caccavale. Felice Peluso, Presidente AIDO Cimitile-Nola, ha testimoniato la partecipazione attiva della comunità.

Questo ha dimostrato la fiducia nel percorso di reinserimento sociale.

Riconoscimento al regista e chiusura dell'evento

Al termine dell'evento, è stato consegnato un attestato di merito. L'associazione Giuridicamente ha premiato il regista Gaetano Battista. Il riconoscimento è per la realizzazione della commedia teatrale. La rappresentazione si è svolta presso le Basiliche di Cimitile.

L'iniziativa è stata patrocinata da diverse realtà. Tra queste, UIEPE di Napoli, associazione Giuridicamente, associazione Polluce APS e il Comune di Cimitile. L'evento ha lasciato un segno tangibile.

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