La storica fontana di San Marco a Negrar è stata completamente restaurata e ha ripreso a funzionare. L'opera ottocentesca, ferma da oltre dieci anni, è tornata a zampillare in piazza Roma, diventando nuovamente un punto di ritrovo per la comunità.
Fontana di San Marco torna a nuova vita
La fontana di San Marco, situata nella centralissima piazza Roma di Negrar, ha ripreso a funzionare. L'imponente monumento ottocentesco, sormontato dal leone marciano, era fermo da più di un decennio. I lavori di restauro hanno permesso non solo di ripristinare l'estetica dell'opera, ma anche di farla tornare a zampillare.
L'inaugurazione dei lavori si è svolta alla presenza delle autorità locali. Il sindaco Fausto Rossignoli ha sottolineato l'importanza del monumento per la comunità. «Rinasce uno dei luoghi simbolo della nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino. Si auspica che la fontana torni a essere un luogo di incontro e aggregazione.
Un restauro durato mesi
Il recupero della fontana di San Marco è stato possibile grazie a un importante sforzo economico. Il Comune di Negrar di Valpolicella ha finanziato l'intervento con il supporto del Bim Adige e della Regione. L'opera, realizzata con diversi tipi di marmi e la pietra di Prun, risale al 1886, quindi ha circa 140 anni.
Il restauro ha riguardato l'intero monumento, riportando alla luce la sua bellezza originale. La pietra di Prun, materiale tipico della zona, è stata trattata con cura. Anche i diversi marmi utilizzati sono stati oggetto di un attento recupero conservativo. L'obiettivo era restituire l'opera alla sua piena integrità.
La cerimonia di inaugurazione
La riattivazione della fontana è stata celebrata con una cerimonia ufficiale. Erano presenti i consiglieri regionali Elisa De Berti e Filippo Rigo. Hanno partecipato anche i consiglieri del Bim, Alberto Dalla Costa e Luca Mignolli. La loro presenza ha sottolineato l'importanza dell'intervento per il territorio.
La mattinata è stata allietata dalla musica del Corpo bandistico di Negrar. Hanno sfilato anche il Gruppo Cernide della Valpolicella e la Guardia Nobile di Verona. Il Gruppo Primo Reggimento Veneto Real Venezia ha contribuito all'atmosfera celebrativa. L'associazione Vivi la Valpolicella, rappresentata da Gianfranco Damoli, ha espresso apprezzamento per l'iniziativa. Don Simone Toffolon ha colto l'occasione per un appello alla pace.
Un simbolo di pace e rinascita
Don Simone Toffolon, collaboratore delle parrocchie di Negrar, ha collegato il restauro della fontana a un messaggio di speranza. «In un contesto mondiale con tensioni, conflitti e morte», ha affermato, «questo monumento tornato a splendere ci parla del valore della vita e della pace». La fontana diventa così un simbolo di rinascita per la comunità.
Il ritorno dell'acqua che zampilla è un segnale positivo per Negrar. Dopo anni di inattività, la fontana riacquista la sua funzione originaria. L'opera, che un tempo era un punto di riferimento, torna a esserlo. L'amministrazione comunale ha lavorato per restituire ai cittadini un pezzo importante della loro storia.