Roberto Saviano respinge con forza le critiche che attribuiscono a "Gomorra" la responsabilità di aver ispirato comportamenti criminali nei giovani. Lo scrittore sottolinea come la colpa sia da ricercare altrove, puntando il dito contro chi dovrebbe occuparsi del problema.
Saviano respinge le accuse contro Gomorra
Lo scrittore Roberto Saviano ha definito un'idiozia le accuse mosse al suo celebre romanzo Gomorra. Il libro, che celebra i vent'anni dalla sua pubblicazione, è stato accusato di aver spinto alcuni giovani napoletani a imitare i personaggi criminali descritti.
Saviano ha espresso il suo pensiero durante un incontro con gli studenti del laboratorio radiofonico dell'università Federico II, denominato F2 RadioLab. Ha chiarito la sua posizione riguardo alle critiche ricevute.
La criminalità a Napoli e il ruolo della letteratura
Lo scrittore ha ricordato come la criminalità a Napoli abbia radici storiche profonde. Ha evidenziato che già in epoca borbonica i giovani erano coinvolti nell'uso di armi.
Secondo Saviano, attribuire la colpa al racconto letterario rappresenta un meccanismo di autodifesa. Questo scarico di responsabilità avviene da parte di coloro che dovrebbero invece affrontare attivamente il problema.
La letteratura, ha sottolineato, non dovrebbe essere al servizio delle procure o della politica. Il suo ruolo è differente e non deve essere strumentalizzato.
Napoli, la città più armata d'Europa
Lo scrittore ha poi lanciato un allarme sulla situazione attuale di Napoli. Ha affermato che la città partenopea è attualmente la più armata d'Europa.
Questa dichiarazione sottolinea la gravità del problema criminale e la necessità di interventi concreti. Saviano sembra suggerire che le cause siano ben più complesse e radicate rispetto a quanto una semplice opera letteraria possa influenzare.
La sua difesa di Gomorra si concentra sulla distinzione tra rappresentazione e incitamento. Il libro descrive una realtà, ma non la promuove o la giustifica.
Le sue parole mirano a spostare il focus dalle opere culturali alle responsabilità istituzionali e sociali. La questione dell'emulazione criminale nei giovani richiede un'analisi più profonda.
Saviano invita a riflettere sulle vere cause della criminalità giovanile. Queste cause vanno ricercate in contesti sociali, economici e culturali complessi.
La sua intervista ai ragazzi di F2 RadioLab ha offerto uno spunto di riflessione importante. Ha ribadito il valore della letteratura come strumento di indagine e denuncia, non come capro espiatorio.
La sua posizione è chiara: la colpa non è del libro, ma di un sistema che non riesce a prevenire e contrastare efficacemente la criminalità.
La citazione riportata nella fonte originale, «Dare la colpa al racconto è meccanismo autodifesa da parte di chi dovrebbe occuparsene», riassume perfettamente il suo pensiero.
La sua critica si rivolge a chi evita di affrontare le proprie responsabilità. La letteratura, al contrario, ha il compito di illuminare zone d'ombra.
La sua intervista è stata riportata da diverse fonti, tra cui ANSA.