Papa Leone celebra il primo anniversario del suo pontificato con una visita a Pompei e Napoli. L'evento coincide con il 150° anniversario della posa della prima pietra del Santuario di Pompei.
Un anno di pontificato e la supplica
L'8 maggio scorso segnava l'inizio del suo ministero petrino. Quest'anno, nel giorno del primo anniversario, Papa Leone sarà presente a Pompei. Pronuncerà la tradizionale Supplica alla Madonna. Questo rito unisce fedeli da tutto il mondo ogni 8 maggio. La cerimonia si svolgerà nel santuario di Pompei.
Questo giorno assume un significato ancora più profondo. Si celebrano infatti i 150 anni dalla posa della prima pietra del Santuario. L'evento iniziale avvenne l'8 maggio 1876. Era presente il fondatore, Bartolo Longo.
Bartolo Longo e le radici del nome papale
Bartolo Longo, figura chiave nella storia del santuario, fu recentemente canonizzato. Papa Leone lo ha proclamato santo il 19 ottobre scorso. La cerimonia si è tenuta in Piazza San Pietro. La supplica stessa ha origini antiche. Fu scritta da Bartolo Longo nel 1883. Nacque in un periodo di difficili condizioni sociali.
La sua creazione fu una risposta a un invito. Proveniva da Papa Leone XIII. Quest'ultimo è noto per la Dottrina sociale della Chiesa. È anche autore dell'enciclica «Rerum novarum». Da questo papa, l'attuale Pontefice ha tratto ispirazione per il suo nome. Assumendo il nome di Leone XIV.
Il nuovo Pontefice, subito dopo l'elezione, si rivolse alla folla. Dal Loggione della basilica di San Pietro, espresse parole di speranza. «Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi», disse. «Stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore». Chiese di pregare insieme. Per la sua nuova missione. Per tutta la Chiesa. E per la pace nel mondo. «Chiediamo questa grazia speciale di Maria».
Il Pontefice e il suo messaggio di pace
Al momento della sua elezione, il Pontefice appariva ancora un mistero. La folla esultava, ma non conosceva appieno la figura che aveva di fronte. Indossava paramenti rossi sopra l'abito bianco. Gli occhiali da vista erano calati sul naso. Teneva in mano il discorso preparato in fretta.
Oggi, la sua visita a Pompei e Napoli avviene con un messaggio più chiaro. La sua proposta di pace e unità, espressa fin dal primo giorno, è ora più nitida. La sua voce si è già distinta in difesa degli ultimi. E delle vittime di ogni conflitto. Il suo impatto a livello globale è già evidente.
Attesa e speranza nelle città campane
L'attesa e l'emozione sono palpabili. Pompei accoglie il suo terzo Papa in pochi decenni. Giovanni Paolo II visitò la città due volte. Benedetto XVI vi si recò nel 2008. Francesco nel 2015. Ora è il turno di Papa Leone.
Anche Napoli attende con trepidazione l'abbraccio del Pontefice. La celebrazione principale si terrà in Piazza del Plebiscito. Il desiderio di pace del Papa è «ardente». Lo ha sottolineato il prelato di Pompei, mons. Tommaso Caputo. Egli accoglierà il Pontefice per una visita pastorale. Il focus sarà sui malati, gli anziani, i disabili e i meno abbienti.
Napoli e la riscoperta delle sue ricchezze
A Napoli, il Pontefice intende incoraggiare. Lo ha spiegato il vescovo ausiliare mons. Francesco Beneduce. Si tratta di «non mollare». Soprattutto in questa fase. La città sta riscoprendo il suo patrimonio. Artistico, culturale e valoriale. La sua posizione nel Mediterraneo è fondamentale.
«Le ricchezze naturali paesaggistiche, la storia, l'arte e il tema del lavoro», ha continuato Beneduce. «Insomma il bene e il bello vedono ancora una congiuntura in questa città». Ciò è possibile grazie a una sinergia tra la comunità civile e quella ecclesiale. L'arcivescovo, il cardinale Mimmo Battaglia, è attento agli emarginati.
Esiste un desiderio di collaborazione con la Chiesa. Che ogni giorno è presente in città. Si prende cura dei senza dimora. E promuove il «Patto educativo». Un accordo tra comunità ecclesiale e civile. Attivo da anni.
Inclusione e sviluppo nei quartieri
«Anche a livello di quartieri», ha aggiunto Beneduce, «Napoli deve essere aiutata». L'obiettivo è evitare che diventino «città nella città». Luoghi con persone stigmatizzate. L'incoraggiamento del Papa arriverà anche lì. In linea con il sinodo.
Il motto scelto per la visita è «Camminava con loro». Domani il Papa camminerà con i napoletani. Un gesto di vicinanza e condivisione. La visita mira a rafforzare il tessuto sociale. E a promuovere un futuro di speranza. Per tutti i cittadini.
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