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Il musical "C'era una volta... Scugnizzi", ideato da Claudio Mattone, rivive al Teatro Augusteo di Napoli con un cast inedito di 26 giovani performer. La nuova edizione, in scena dal 10 aprile, conferma la vocazione dello spettacolo come fucina di talenti emergenti.

Nuovo Cast per "Scugnizzi" al Teatro Augusteo

Il palcoscenico del Teatro Augusteo di Napoli si prepara ad accogliere un'ondata di freschezza e talento. Mercoledì 10 aprile segna il ritorno di un'opera che ha segnato generazioni di artisti: C'era una volta… Scugnizzi. Questo celebre musical, concepito dal genio di Claudio Mattone e Enrico Vaime, riapre le sue porte a un pubblico rinnovato.

La caratteristica distintiva di questa nuova produzione è un cast interamente composto da giovanissimi interpreti. Questi nuovi volti sono stati scelti dopo un'intensa fase di audizioni e preparazione. Claudio Mattone, autore e compositore, ha fortemente voluto questa riproposizione. Da quasi un anno, infatti, è immerso nella selezione e nella formazione dei nuovi protagonisti.

L'entusiasmo è palpabile tra i 26 ragazzi che calcheranno il palco dell'Augusteo. La loro selezione è avvenuta tra oltre mille aspiranti, un numero che testimonia l'enorme interesse suscitato dallo spettacolo. Mattone ha dichiarato alla stampa: «Per selezionare questo cast sto lavorando da aprile scorso, quindi è quasi un anno. Ne ho visti più di mille, millequattro, millecinque. E devo dire che secondo me sono straordinari».

Una Fucina di Talenti Napoletani

La filosofia di C'era una volta… Scugnizzi è sempre stata quella di fungere da trampolino di lancio per giovani promesse. Fin dalla sua concezione, lo spettacolo è stato pensato come un vero e proprio laboratorio artistico. «Questa storia nasce con l’obiettivo preciso di essere un trampolino per giovani di talento», ha sottolineato Claudio Mattone.

«Quando nacque non c’erano ancora i talent show, non c’erano tutte le accademie: c’era ben poco e quindi nacque proprio con questo scopo», ha aggiunto l'autore. Questa visione pionieristica ha portato alla ribalta numerosi artisti oggi affermati nel panorama dello spettacolo italiano. Tra questi spiccano nomi come Massimiliano Gallo, Serena Rossi e Sal Da Vinci.

La formula si è dimostrata vincente nel corso degli anni, trasformando Scugnizzi in una vera e propria fucina di talenti. Mattone ha rivendicato con orgoglio questa scelta originaria: «All’epoca dovetti rinunciare anche a collaborazioni importantissime perché volevano un nome in cartellone. Io dissi di no: è un’opera corale che nasce per dare spazio ai ragazzi di talento».

La nuova edizione mantiene la struttura originale, arricchendosi di una piccola novità. «Di nuovo c’è una piccola cosa nuova, c’è una canzone nuova che non c’era nelle vecchie edizioni», ha rivelato Mattone. «Ma sostanzialmente la storia è quella, lo spettacolo è quello lì. È un’opera difficile poi cambiarla, quindi c’è una piccola aggiunta, una sorpresina».

La Trama: Bene, Male e Riscatto Sociale

Il musical trae ispirazione dall'omonimo film di Nanni Loy, per il quale Claudio Mattone vinse il prestigioso David di Donatello per la colonna sonora. La trama narra le vicende di un gruppo di ragazzi difficili e del loro incontro con un sacerdote di strada. Quest'ultimo, un ex delinquente, si adopera per offrire loro una prospettiva di vita diversa e un percorso di riscatto.

«La storia è sempre quella tra bene e male», ha spiegato l'autore. «Il personaggio positivo non è il trombone che si mette in cattedra, ma un ex mascalzoncello che decide di diventare un prete di strada. Parla lo stesso linguaggio dei ragazzi».

Il progetto nasce anche dall'esigenza di proporre modelli alternativi positivi. Mattone ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla tendenza a mitizzare figure negative. «Soffro un poco quando vedo mitizzare i modelli negativi. Ci sono cose intere che mitizzano il male e questo fa male ai giovani», ha affermato.

La selezione del cast, rimasta invariata dal 2001, pone l'accento sull'autenticità e sul talento naturale. «Doveva essere qualcosa di reale, basato sul talento naturale del canto. Recitazione e danza si formavano in scena, perché volevamo puntare sulla verità e sull’autenticità», ha dichiarato Mattone, illustrando la filosofia che guida la scelta degli interpreti.

Un Progetto Familiare e un Legame con la Città

La produzione di C'era una volta… Scugnizzi vanta anche una forte componente familiare. La moglie e i figli del compositore collaborano attivamente al progetto, formando una squadra affiatata che ha accompagnato tutte le edizioni del musical nel corso degli anni. Questo legame rafforza ulteriormente il senso di appartenenza e dedizione all'opera.

Tra i ricordi più preziosi di Mattone figurano le repliche speciali dedicate alle scuole. Ha raccontato di come, in passato, al Teatro Politeama, tra il pubblico sedessero studenti che, anni dopo, sarebbero diventati protagonisti dello spettacolo stesso o del mondo dello spettacolo in generale. Un esempio emblematico è quello di un giovanissimo Stefano De Martino, allora spettatore delle matinée teatrali.

In occasione della presentazione della nuova edizione, Claudio Mattone ha anche voluto condividere una riflessione sul rapporto tra Napoli, la cultura e il suo futuro. «A Napoli si parla di riscatto con troppa facilità. Basta una pizza e diventa il riscatto della città… non è così», ha osservato il maestro.

«Il vero riscatto ce lo dobbiamo augurare grazie ai ragazzi che stanno crescendo. Forse tra dieci anni, forse venti. Ci vuole tempo. Basterebbe poco per tornare a essere orgogliosi davvero: sarebbe interessante rivedere attenzione per il bello e per la cultura», ha concluso Mattone, auspicando un rinnovato impegno verso la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della città.