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Una sentenza del Tribunale di Napoli riconosce la responsabilità del Ministero della Difesa per la morte di un militare dovuta all'amianto. La famiglia riceverà un risarcimento di quasi mezzo milione di euro.

Risarcimento milionario per esposizione ad amianto

Il Tribunale di Napoli ha emesso una sentenza importante. Ha condannato il Ministero della Difesa a pagare una somma considerevole. Si tratta di oltre 468 mila euro. Questa cifra, più rivalutazione e interessi, andrà ai familiari di un militare. Il militare era un maresciallo dell'Aeronautica di Napoli. È deceduto nel 2015. La causa del decesso è stata l'esposizione all'amianto.

La notizia è stata diffusa dall'Osservatorio Nazionale Amianto. La malattia era stata scoperta oltre dieci anni prima del decesso. La sentenza arriva undici anni dopo la morte del militare. Questo riconoscimento sottolinea la lunga attesa per la giustizia.

La battaglia legale e il riconoscimento della responsabilità

L'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio e legale della famiglia, ha commentato la decisione. Ha dichiarato che la sentenza conferma un triste dato di fatto. Troppo spesso i servitori dello Stato non muoiono in battaglia. Muoiono a causa di nemici invisibili. Questi nemici si trovano negli ambienti di lavoro.

Nicola Panei, maresciallo dell'Aeronautica Militare e vittima dell'amianto, ha espresso il suo parere. Ha definito la sentenza un riconoscimento fondamentale. Per lui e per altri ex militari, questa decisione offre speranza. Molti attendono ancora che venga accertata la verità sulle malattie contratte durante il servizio.

Le basi militari e il nesso causale accertato

Il Tribunale ha stabilito un chiaro nesso causale. L'attività svolta dal militare in diverse basi aeree ha causato l'esposizione. Tra queste basi figurano Capodichino, Pratica di Mare, Grosseto, Gioia del Colle e Grazzanise. Questa esposizione ha portato al mesotelioma pleurico. La malattia fu diagnosticata nel 2013.

Il decesso è avvenuto nel luglio 2015. La sentenza ha quindi riconosciuto la responsabilità diretta delle condizioni lavorative. L'amianto, presente in quelle strutture, è stato la causa scatenante.

Rigettata l'eccezione di prescrizione

Il Ministero della Difesa aveva sollevato l'eccezione di prescrizione. Il Tribunale l'ha respinta. Ha ritenuto l'azione legale dei familiari tempestiva. Il termine per agire non decorreva dalla diagnosi o dal decesso. Decorreva dal momento in cui i familiari hanno avuto piena consapevolezza del legame. Questo legame era tra il mesotelioma e l'esposizione all'amianto durante il servizio.

Il nesso causale era stato successivamente riconosciuto. Il militare aveva ottenuto lo status di Vittima del Dovere. Questo riconoscimento ha rafforzato la posizione dei familiari.

Riconoscimento come Vittima del Dovere

L'Amministrazione aveva già riconosciuto il maresciallo come Vittima del Dovere. Questo era avvenuto per la patologia contratta in servizio. Anche in questo caso, il Tribunale ha rigettato l'eccezione di prescrizione. L'azione dei familiari è stata considerata tempestiva. È avvenuta dopo il riconoscimento ufficiale del legame tra la malattia e l'attività nell'Aeronautica Militare.

La decisione del Tribunale di Napoli rappresenta un precedente significativo. Offre un punto di riferimento per casi simili. Sottolinea l'importanza di tutelare la salute dei militari. E di riconoscere le responsabilità in caso di esposizione a sostanze nocive.