Nuove accuse emergono riguardo un omicidio avvenuto nel 2015 a Napoli. Ciro Pauciullo, già detenuto, è ora formalmente accusato di aver ucciso Rodolfo Zinco. Le indagini hanno rivelato dettagli sul movente e sui complici.
Nuove accuse per omicidio a Napoli
Ciro Pauciullo, 40 anni, è stato raggiunto da nuove accuse. I carabinieri gli hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Questo provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Pauciullo è ritenuto il responsabile dell'omicidio di Rodolfo Zinco. Zinco, conosciuto come "o' gemello", fu assassinato il 22 aprile 2015. L'omicidio avvenne in via Cavalleggeri d'Asta. L'uomo è attualmente detenuto nel carcere di Vibo Valentia.
Indagini e collaboratori di giustizia
Le accuse mosse a Pauciullo sono di omicidio premeditato. A queste si aggiungono quelle di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Entrambi i reati sono aggravati dal metodo mafioso e dall'agevolazione camorristica. L'individuazione di Pauciullo è il risultato di indagini complesse. Queste attività investigative si sono svolte tra il 2017 e il 2025. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno coordinato le operazioni. Fondamentali sono state le dichiarazioni di alcuni membri del commando omicida. Alcuni di loro sono diventati collaboratori di giustizia. Tra questi figurano Alessandro Giannelli e Gennaro Carra. Giannelli è indicato come mandante e partecipe dell'omicidio.
Il movente della faida territoriale
Le indagini suggeriscono che Rodolfo Zinco fu attirato in una trappola. Questo accadde poco dopo il suo ritorno in libertà. Zinco aveva scontato diversi anni di carcere. L'omicidio fu eseguito con almeno 8 colpi di pistola calibro 9. Cinque proiettili raggiunsero parti vitali del corpo, inclusa la testa. L'ordine di uccidere Zinco proveniva da Alessandro Giannelli. Giannelli è a capo dell'omonimo gruppo criminale. Il movente era una violenta contrapposizione armata. La lotta era per il controllo del territorio. Dopo la scarcerazione, Zinco aveva ripreso la gestione delle attività criminali. Questo avveniva nel quartiere di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli.
Il ruolo dei complici e l'esecuzione
Fu proprio Alessandro Giannelli a organizzare l'incontro fatale. Chiese a Zinco di vedersi vicino alla sua abitazione. Questo stratagemma servì a tendergli un tranello. Giannelli diede poi il via libera ai componenti del commando. Tra questi vi era Ciro Pauciullo. Pauciullo fu "prestato" dal gruppo malavitoso del rione Traiano. Questo gruppo era guidato da Gennaro Carra. L'omicidio di Zinco ha visto il coinvolgimento di altre persone. Questo è emerso anche dalle condanne passate in giudicato. Oltre a Pauciullo, Giannelli e Carra, sono coinvolti Maurizio Bitonto e Patrizio Allard. Bitonto accompagnò Giannelli all'appuntamento in sella a uno scooter T-Max. Allard fu un altro esecutore materiale, legato a Carra.