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Un nuovo progetto editoriale a Napoli mira a unire archivi storici e fondi confessionali attraverso la fotografia. "Il miglio della memoria" collega 19 enti per creare un patrimonio culturale condiviso, valorizzando la storia locale.

Unire il patrimonio culturale napoletano

L'obiettivo è creare un vasto patrimonio culturale comune. Questo si ottiene collegando archivi storici e fondi confessionali. Si supera l'isolamento dei singoli istituti culturali.

Nasce così "Il miglio della memoria". È il sesto volume della collana "Documento > Monumento. C'arte in fotografia". L'ideatrice è Bianca Stranieri, storica dell'arte dell'Università della Campania 'Luigi Vanvitelli'.

Il progetto è promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. Ha il sostegno della Fondazione Banco Napoli. La presentazione si è tenuta a Palazzo Ricca, sede della Fondazione.

Un percorso culturale condiviso

Il volume curato da Luigi Abetti è parte di un percorso culturale. Questo percorso è stato istituito nel 2024 dalla Soprintendenza. Unisce 19 enti del territorio campano.

Si crea un tessuto connettivo unico e coerente. Le istituzioni non si limitano a dialogare formalmente. Si integrano attivamente per un cammino comune e condiviso.

Tra i partecipanti ci sono gli archivisti Gloria Guida, Sabrina Iorio e Andrea Zappulli. Lavorano per la Fondazione.

La fotografia come linguaggio vivo

La pubblicazione oppone il ritmo dell'ascolto alla velocità delle immagini. Il documento diventa una "materia viva". La ricerca scientifica si trasforma in un'architettura visiva innovativa.

Gli scatti di giovani fotografi esordienti di Flegrea Photo dialogano con autori affermati. Tra questi ci sono Luciano Ferrara e Federica Gioffredi. Anche Marco Casciello, Antonello Scotti e Peppe Esposito partecipano.

La storia viene presentata non come reliquia. È un'esperienza condivisa. Questo è quanto emerso durante la presentazione.

Tutela e accessibilità dei beni culturali

Il volume rappresenta una nuova tappa di un cammino iniziato con una precisa convinzione. Lo ha affermato Gabriele Capone, soprintendente archivistico e bibliografico della Campania. La tutela non si esaurisce nella conservazione dei beni culturali.

Conservare significa proteggere. Ma soprattutto significa rendere accessibile e creare conoscenza. La condivisione è fondamentale.

La collana si rivolge a un pubblico ampio. L'integrazione di materiali da diversi archivi permette un viaggio nella storia locale. Questo avviene attraverso il fascino estetico e documentale della fotografia d'arte.

La memoria come strumento di orientamento

La salvaguardia della memoria non è solo conservazione. È la consapevolezza che l'uomo vive con il suo passato. Questo passato è il suo primo strumento per orientarsi nel mondo. Lo ha ribadito Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione Banco Napoli.

Per questo motivo la Fondazione conferma il suo convinto sostegno alla collana. Il progetto "Documento > Monumento" supera i confini di una consultazione per specialisti. Lo ha affermato Marcello d'Aponte, presidente del Museo Archivio Storico Banco Napoli.

Trasforma le antiche carte in un linguaggio visivo universale. Questo linguaggio svela la continuità tra passato e presente. La Fondazione Banco Napoli ha sostenuto il progetto.