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Una mostra a Napoli celebra il talento delle costumiste italiane nel campo dell'opera lirica, esponendo abiti storici e moderni. L'evento, parte di un progetto europeo, mette in luce il ruolo fondamentale di queste artiste.

Tesoro delle costumiste d'opera in mostra

Le figure femminili che creano, progettano e realizzano gli abiti per il teatro musicale rappresentano un patrimonio culturale inestimabile. L'opera lirica, in particolare, offre uno spazio ideale per esprimere questa creatività. A Napoli, questa forma d'arte viene esplorata con un approccio unico.

La mostra unisce elementi arcaici e moderni. Si ispira alla tradizione, ma con uno sguardo innovativo. C'è spazio per la curiosità e la libertà interpretativa. Questo connubio si ritrova nell'esposizione 'Vestire la musica, costumiste italiane all'opera'.

Inaugurazione e progetto europeo

L'evento prenderà il via il 30 aprile. Sarà preceduto da un convegno con quattro relatrici esperte. La sede è l'Accademia di Belle Arti di Napoli. La mostra presenta circa trenta abiti.

Nasce dal progetto 'Casta Diva'. Questo è finanziato dall'Unione Europea tramite il Pnrr. Il Conservatorio 'A. Vivaldi' di Alessandria è il capofila. Ben 12 istituzioni hanno collaborato.

Il ruolo centrale della costumista

L'Accademia di Belle Arti di Napoli ha focalizzato il suo contributo sulla figura della costumista d'opera. L'obiettivo è restituirle il giusto riconoscimento. Il suo lavoro intreccia studio storico e invenzione visiva. Include sensibilità drammaturgica e maestria sartoriale.

La conoscenza della scena è fondamentale. Il costume non è solo un vestito. Dà forma al personaggio. Definisce materia e colore. Contribuisce a creare l'immaginario teatrale.

Fonti e ispirazioni storiche

I materiali esposti provengono da diverse fonti prestigiose. C'è l'archivio 'Gli Alberi di Canto' del regista Mariano Bauduin. Include costumi realizzati dalla sartoria GP11 di Roma. Questi risalgono agli anni Ottanta fino al 2010. C'è anche l'archivio storico del Teatro San Carlo.

La mostra rende omaggio a costumiste che hanno segnato la storia del settore. Tra queste: Odette Nicoletti, Giusi Giustino, Santuzza Calì, Franca Squarciapino, Vera Marzot, Daniela Ciancio. Sono presenti anche Zaira de Vincentiis e Marianna Carbone, insieme ai loro studenti.

Un viaggio attraverso i secoli

Il percorso espositivo si snoda nel Teatro Niccolini dell'Accademia. La Scuola di Scenografia, guidata dal professor Tonino Di Ronza, ha contribuito. Si parte dall'antichità, con figure come Agamennone. Si arriva fino all'Ottocento, con il 'Barbiere di Siviglia'.

Il progetto ha coinvolto anche la Scuola di Design per la Comunicazione. Le docenti Giulia Scalera e Ivana Gaeta, con collaboratrici come Giulia Mauro, hanno partecipato. Si mira alla creazione di una 'digital library'. Un documentario di Pasquale Napolitano, intitolato 'Muse di nessuno', completa l'offerta.

Un progetto di ampio respiro

Giuseppe Gaeta, direttore dell'Accademia, definisce il progetto di 'ampio respiro'. Sottolinea il partenariato nazionale diversificato. Evidenzia il ruolo del femminile nel teatro. La presidente Rosita Marchese aggiunge che l'iniziativa recupera la memoria dell'arte femminile.