Un'esposizione unica a Napoli unisce il Museo Archeologico Nazionale (Mann) e il Museo di Capodimonte. L'Artemide Efesia dialoga con una scultura in biscuit, anticipando l'apertura del cabinet delle porcellane.
Dialogo tra antichità e Settecento
L'atrio del Mann a Napoli ospita un dialogo affascinante. Fino all'8 giugno, la statua dell'Artemide Efesia, risalente al II secolo d.C., si presenta al pubblico. L'opera dialoga con un'altra scultura. Si tratta de Il Sacrificio a Diana d'Efeso. Questa è opera di Filippo Tagliolini, datata intorno al 1790. La scultura in biscuit è un recente ingresso nelle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Questo allestimento è un'anteprima. Anticipa la storica apertura del cabinet delle porcellane. L'inaugurazione è prevista per il 12 giugno. L'eco dell'Artemide nasce da un forte legame. Questo unisce le antichità farnesiane alla Real Fabbrica di Napoli.
Unione di musei per la cultura
Il direttore del Mann, Francesco Sirano, spiega il progetto. «Costruire connessioni di tempi e identità» è il presupposto. L'installazione è il primo passo. Seguirà un percorso culturale. Questo racconterà la fortuna storica e l'attualità delle collezioni. Si parte dall'atrio, punto di accoglienza. Si crea un dialogo con Capodimonte. Sirano definisce la mostra «apripista di una buona pratica di sinergia interistituzionale». L'obiettivo è comunicare l'eccezionalità dei beni. Si parla di beni archeologici e storico-artistici. Mann e Capodimonte diventano «musei gemelli». Le loro collezioni erano infatti unite. La sede era quella dell'attuale Mann. Questo fino al 1957. In quell'anno fu costituita la pinacoteca nazionale nella reggia.
L'acquisizione e la suggestione
Il direttore di Capodimonte, Eike Schmidt, sottolinea l'importanza dell'acquisizione. Il Ministero della Cultura ha permesso l'acquisto. L'opera preziosa proviene dal mercato antiquario. È rimasta in Italia. Questo è stato una bella occasione. La suggestione è grande. Si ammira la porcellana settecentesca. Accanto, la scultura che ne ispirò la creazione. Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, da giugno, ci saranno novità. Quattordici sale più due saranno dedicate alla porcellana. Sarà un percorso inedito. Per la prima volta, una delle collezioni più grandi al mondo sarà accessibile. Si tratta di una collezione di arte preziosissima.
L'Artemide Efesia e la sua riproduzione
L'Artemide Efesia è un'opera in alabastro e bronzo. Appartiene al nucleo costitutivo cinquecentesco. Si tratta della Collezione Farnese. Questa fu trasferita da Roma a Napoli nel 1788. L'opera è una delle repliche della statua di culto. La statua originale si trova nel santuario di Efeso. Gli elementi tondeggianti, disposti su più file, sono tradizionalmente identificati come mammelle. Tuttavia, vanno interpretati diversamente. Sono da considerare gli scroti dei tori. Questi venivano offerti alla dea. Nel 1796, la scultura è censita negli inventari. Si trovava nel Nuovo Museo e Fabbrica della Porcellana di Napoli. Qui fu riprodotta in creazioni in biscuit. L'opera di Tagliolini integra la figura della dea. Aggiunge quelle di tre offerenti. Tra questi, un genio alato.