Una donna napoletana ha dovuto viaggiare per 25 volte in aereo per poter accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita all'estero, poiché negate in Italia. La sua storia è un appello per una maggiore inclusività nelle leggi sulla PMA.
La battaglia di una madre per la PMA
Gabriella Poppiti, 42 anni, ha condiviso la sua esperienza di madre single. Ha raccontato di aver intrapreso un lungo percorso per realizzare il suo desiderio di avere un figlio. La sua storia è emersa durante un evento dedicato alle madri per scelta, tenutosi a Napoli.
L'evento si è svolto nell'ambito del XXIII congresso dell'Associazione Luca Coscioni. Questo congresso ha visto la partecipazione di diverse figure interessate al tema della riproduzione assistita. Gabriella ha parlato apertamente della sua situazione.
Accesso negato in Italia, possibile all'estero
La donna si è definita una «madre fuorilegge». Questo perché ha potuto avere suo figlio grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Le tecniche le sono state negate nel suo Paese, l'Italia. Tuttavia, ha trovato accesso facilmente in Spagna.
Ha espresso il suo sostegno alla campagna «PMA per tutte». Spera che nessuna donna debba più affrontare le sue stesse difficoltà. Queste includono numerosi viaggi aerei e ingenti spese economiche. Si è sentita costretta a vivere come un'esiliata in un altro Paese.
Gabriella auspica un intervento politico concreto. Desidera che la questione venga affrontata seriamente per eliminare le discriminazioni esistenti. La sua testimonianza mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e i legislatori.
Un percorso a ostacoli per la maternità
A 37 anni, Gabriella aveva deciso di crioconservare i propri ovociti in Italia. Tuttavia, le è stata negata la possibilità di utilizzarli nel suo Paese. La Legge 40, infatti, vieta l'accesso a queste tecniche per le donne non coniugate o non conviventi.
Per poter diventare madre, ha dovuto organizzare il trasferimento dei propri gameti. Questo è avvenuto verso una clinica situata in Spagna. Il percorso è stato un vero e proprio calvario. Ha affrontato difficoltà cliniche, economiche e psicologiche per diversi anni.
La sua odissea ha incluso 25 voli aerei. Le spese totali hanno superato i 30.000 euro. Ha dovuto affrontare 6 tentativi falliti prima di riuscire nella gravidanza. Il settimo transfer ha avuto successo, portando alla nascita di suo figlio a gennaio 2026.
Ha sottolineato la fatica enorme affrontata in solitudine. Tutto questo è avvenuto lontano dalla sua casa e dai suoi affetti più cari. La sua esperienza evidenzia le barriere incontrate dalle donne single.
La campagna "PMA per tutte"
La storia di Gabriella si inserisce in una più ampia mobilitazione nazionale. Questa è promossa dall'Associazione Luca Coscioni con la campagna «PMA per tutte». L'obiettivo è raccogliere firme per una legge di iniziativa popolare.
La proposta di legge mira ad estendere l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. L'accesso dovrebbe essere garantito anche a donne single e coppie di donne. La raccolta firme sta procedendo rapidamente.
Si sta avvicinando al traguardo delle 50.000 sottoscrizioni. Questo numero è necessario per poter presentare la proposta di legge al Parlamento. L'iniziativa cerca di superare le attuali limitazioni legislative.
La testimonianza di Gabriella Poppiti è un forte richiamo all'azione. Sottolinea l'urgenza di aggiornare la normativa italiana. Le leggi dovrebbero riflettere le mutate esigenze sociali e i progressi scientifici. L'obiettivo è garantire il diritto alla genitorialità a tutte le persone.
Le persone hanno chiesto anche:
Perché la PMA è negata alle donne single in Italia?
La Legge 40 del 2004, che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia, pone limitazioni sull'accesso alle tecniche. Attualmente, la legge riserva l'accesso alle coppie eterosessuali, unite da matrimonio o convivenza stabile. Le donne single e le coppie omosessuali femminili non rientrano tra i beneficiari diretti, sebbene alcune sentenze abbiano aperto a interpretazioni più inclusive.
Cosa prevede la campagna "PMA per tutte"?
La campagna «PMA per tutte», promossa dall'Associazione Luca Coscioni, mira a raccogliere firme per una legge di iniziativa popolare. L'obiettivo è estendere l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita a tutte le persone, indipendentemente dal loro stato civile o orientamento sessuale. La proposta di legge chiede di rimuovere le discriminazioni basate su genere, stato civile e orientamento sessuale.