Una mostra fotografica a Napoli esplora la storia della Democrazia Cristiana, offrendo uno spaccato dell'Italia repubblicana dalla ricostruzione post-bellica a Tangentopoli. L'esposizione viaggerà poi in altre città italiane.
La mostra "DC. Storia di un Paese" a Napoli
L'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ospita un'esposizione fotografica unica. L'evento, intitolato "DC. Storia di un Paese", mira a illustrare visivamente la storia della Democrazia Cristiana. L'obiettivo è sintetizzare il percorso del partito attraverso immagini significative. Queste fotografie delineano una narrazione più ampia della nazione. Si ripercorre la ricostruzione post-bellica e il boom economico. Viene evidenziata la collocazione internazionale dell'Italia in Occidente e in Europa.
L'iniziativa è promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell'80esimo anniversario della nascita della DC. Il comitato è presieduto da Ortensio Zecchino. La mostra fotografica è aperta al pubblico gratuitamente. Sarà visitabile fino al 24 aprile presso il Polo museale dell'Università Suor Orsola Benincasa. Successivamente, l'esposizione si sposterà. Farà tappa a Pescara dal 3 maggio. Seguirà l'Università Cattolica di Milano dal 26 maggio. Infine, l'Archivio di Stato di Salerno dal 18 giugno.
Immagini iconiche della storia repubblicana
L'esposizione presenta scatti che hanno segnato l'era repubblicana italiana. Si possono ammirare incontri storici tra leader politici. Ad esempio, De Gasperi seduto accanto a Churchill. Oppure Fanfani con Kennedy. Non mancano De Mita con George Bush e Andreotti con Gorbaciov. Queste immagini sono tra le più significative della storia del nostro Paese. Esse raccontano la storia della "Balena Bianca". Il soprannome si riferisce alla Democrazia Cristiana. La narrazione visiva si estende fino agli anni di Tangentopoli.
Il Rettore dell'Università Suor Orsola, Lucio d'Alessandro, sottolinea il legame indissolubile. «Questa mostra ci presenta la storia della DC come la storia dell'Italia repubblicana», afferma. È difficile negare questa connessione, per ragioni storiche, politiche e antropologiche. La DC possedeva un elemento ecumenico. Questo aspetto, pur oggetto di ironie, appare oggi come un elemento di saggezza. In un clima attuale di contrapposizioni, la mitezza della DC emerge come valore. La gestione del potere, pur con le sue ombre, dimostrava capacità di inclusione. Offriva spazio a tutti, senza chiusure o faziosità. La tolleranza era un tratto distintivo. La mostra documenta anche l'atteggiamento non ostacolante verso la satira politica.
Sezioni dedicate alle date della libertà e ai protagonisti
Tra le sezioni più rilevanti della mostra, si trova quella dedicata alle "date della libertà". Le immagini più preziose sono raccolte nel libro-catalogo "DC. Storia di un Paese". Questo volume è edito da Il Cigno Editore. È curato da Ortensio Zecchino. Include contributi autorevoli di figure come Sergio Zoppi, Giuseppe Sangiorgi, Vincenzo Scotti, Marco Ravaglioli, Giuseppe Gargani, Silvia Costa e Pierluigi Castagnetti.
Una data fondamentale celebrata è il 22 aprile 1946. In quel giorno, il governo guidato da Alcide De Gasperi stabilì il 25 aprile come festa nazionale. Questa data simboleggia la liberazione dell'Italia dal nazifascismo. La decisione fu poi ratificata dalla legge n. 269 del maggio 1949. L'ottantesimo anniversario della nascita della DC ha ispirato questa iniziativa. Ortensio Zecchino, presidente del Comitato Nazionale, spiega la scelta. «Per rappresentare visivamente la cinquantennale storia della sua vita (1942-1994), abbiamo scelto l'impatto della fotografia», dichiara. L'esposizione cerca di sintetizzare il senso di questa lunga esperienza. Vengono presentate immagini legate alle grandi scelte politiche, interne e internazionali. Si mostrano le realizzazioni sociali e le stagioni più drammatiche della vita politica. Sono presenti i protagonisti, il popolo e la decisione di passare il testimone al Partito Popolare.
La mostra è organizzata per grandi aree tematiche. Ogni sezione è introdotta da brevi testi. Questi sono spesso redatti da protagonisti dell'esperienza politica vissuta. Il percorso espositivo offre una visione completa di un'epoca fondamentale per l'Italia.