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Una mostra fotografica a Napoli ripercorre la storia della Democrazia Cristiana, intrecciandola con le vicende dell'Italia repubblicana. L'esposizione offre uno spaccato visivo della ricostruzione post-bellica, del boom economico e delle relazioni internazionali.

La mostra "DC. Storia di un Paese" a Napoli

L'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ospita un'esposizione dedicata alla Democrazia Cristiana. L'evento mira a illustrare visivamente la storia del partito. Si vuole sintetizzare il suo significato attraverso immagini significative. Queste fotografie delineano una storia più ampia del Paese.

La mostra documenta la ricostruzione italiana dopo la guerra. Racconta anche il boom economico e il posizionamento internazionale. L'Italia nel mondo occidentale e in Europa è un tema centrale. L'iniziativa è promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell'80esimo anniversario della nascita della DC.

Il comitato è presieduto da Ortensio Zecchino. La mostra fotografica si intitola "DC. Storia di un Paese". Sarà visitabile gratuitamente fino al 24 aprile. La sede è il Polo museale dell'Università Suor Orsola Benincasa. Successivamente, l'esposizione si sposterà in altre città. Tappe previste sono Pescara, Milano e Salerno.

Immagini iconiche della storia repubblicana

La mostra presenta incontri storici tra leader politici. Si vedono De Gasperi accanto a Churchill. Fanfani è ritratto con Kennedy. De Mita appare con George Bush. Andreotti è mostrato con Gorbaciov.

Queste immagini sono tra le più significative dell'era repubblicana italiana. Offrono uno sguardo sulla storia del nostro Paese. Le fotografie sono esposte nel Polo Museale dell'Università Suor Orsola Benincasa. Raccontano la storia della "Balena Bianca". La narrazione si estende fino agli anni di Tangentopoli.

Il Rettore dell'Università, Lucio d'Alessandro, sottolinea il legame tra la DC e la storia italiana. "Questa mostra ci presenta la storia della DC come la storia dell'Italia repubblicana", afferma. È difficile negare questa connessione. Le ragioni sono storiche, politiche e antropologiche.

La DC: saggezza e tolleranza nella gestione del potere

Il Rettore evidenzia un aspetto ecumenico nella DC. Questo elemento ha suscitato ironia in passato. Oggi, in un clima di contrapposizioni, appare come saggezza. Anche la mitezza è un tratto distintivo. La gestione del potere della DC, pur con le sue ombre, dimostrava capacità.

C'era una capacità di dare spazio a ciascuno. Non c'erano chiusure o faziosità. Si manifestava una buona dose di tolleranza. La mostra documenta anche l'atteggiamento del partito verso la satira. La DC non ostacolava la satira, spesso pungente. Questa sezione della mostra è particolarmente interessante.

Le date della libertà e i protagonisti

Tra le sezioni più significative, spicca quella dedicata alle "date della libertà". Le immagini più belle sono raccolte in un libro-catalogo. Il volume si intitola "DC. Storia di un Paese". È edito da Il Cigno Editore. Il curatore è Ortensio Zecchino.

Il catalogo include interventi di autorevoli figure. Tra questi, Sergio Zoppi, Giuseppe Sangiorgi, Vincenzo Scotti, Marco Ravaglioli, Giuseppe Gargani, Silvia Costa e Pierluigi Castagnetti.

Una data fondamentale ricordata è il 22 aprile 1946. In quel giorno, il governo guidato da Alcide De Gasperi stabilì il 25 aprile come festa nazionale. Questa data simboleggia la liberazione dell'Italia dal nazifascismo. La decisione fu poi convalidata dalla legge n. 269 del maggio 1949.

La scelta della fotografia per raccontare la storia

Ortensio Zecchino, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni, spiega la scelta della fotografia. "Ricorrendo gli ottant'anni dalla nascita della DC", afferma, "abbiamo scelto l'impatto della fotografia". L'obiettivo è rappresentare visivamente la storia del partito.

La mostra non ripercorre cronologicamente tutte le tappe. Si tenta piuttosto di sintetizzarne il senso. Le immagini sono legate alle grandi opzioni politiche. Si includono realizzazioni sociali e stagioni politiche drammatiche. Vengono presentati i protagonisti e il popolo. Si arriva alla decisione di consegnare il testimone a un erede, il Partito Popolare.

L'allestimento della mostra è organizzato per grandi aree tematiche. Ogni sezione è preceduta da brevi introduzioni. Spesso sono fornite da protagonisti dell'esperienza politica.