L'artista Emilio Isgrò ha arricchito il patrimonio del Museo di Capodimonte a Napoli con la donazione di quattro sue opere. La mostra 'Canto Napoli' prosegue fino al 29 settembre, celebrando la canzone partenopea.
Isgrò arricchisce Capodimonte con nuove opere
Emilio Isgrò ha compiuto un gesto di grande generosità verso la città di Napoli. L'artista ha donato al Museo e Real Bosco di Capodimonte quattro sue preziose creazioni. Questo importante lascito arricchisce ulteriormente le collezioni del museo partenopeo.
Tra le opere donate figura una delle celebri canzoni 'cancellate' dall'artista. Questa opera è attualmente esposta nell'ambito della mostra 'Canto Napoli'. La rassegna, dedicata alla storica canzone napoletana, rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 29 settembre.
La donazione non si limita alla sola opera 'cancellata'. Isgrò ha infatti aggiunto al suo dono anche due installazioni. Queste raffigurano un mandolino e una chitarra. I due strumenti sono accostati a elementi simbolici: una seggiolina, un leggio e uno spartito musicale. Queste installazioni sono state realizzate nel 2025.
Un'opera storica completa il lascito artistico
Il maestro siciliano non si è fermato alle opere più recenti. Ha infatti voluto includere nel suo generoso gesto anche una sua creazione di grande valore storico. Si tratta dell'opera 'Telex C91', risalente al 1973. Questa opera è realizzata con china su carta intelata. È montata su telaio in legno ed è conservata all'interno di un box di plexiglass.
L'opera 'Telex C91' giunge a Napoli da Milano, città dove era precedentemente conservata. La sua aggiunta al patrimonio di Capodimonte rappresenta un importante tassello nella storia artistica del museo.
Emilio Isgrò ha commentato la sua decisione con parole significative. «Credo che fare un dono a Capodimonte significa restituire a Napoli una bassissima percentuale di ciò che ha dato al nostro paese», ha dichiarato. Ha poi aggiunto: «Non tutti se ne rendono conto».
Presentazione del catalogo e successo della mostra
L'annuncio ufficiale della donazione è stato fatto dallo stesso Isgrò. L'artista ha scelto il momento della presentazione del catalogo della mostra. Il volume è stato edito dall'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. L'evento si è svolto presso il museo.
Il Direttore del museo, Eike Schmidt, ha espresso grande soddisfazione. «Sono felice di aver curato una mostra sinestetica riuscitissima», ha affermato. Ha poi descritto l'esperienza dei visitatori: «Tanti visitatori infatti canticchiano leggendo le parole delle canzoni napoletane, conoscendo benissimo i versi cancellati».
Schmidt ha inoltre sottolineato il successo delle sale dedicate a Isgrò. «Un successo sono anche le sale della mostra Isgrò», ha detto. Ha aggiunto che «molti artisti contemporanei ci hanno chiesto di esporre in questi spazi al secondo piano». Il Direttore ha espresso il desiderio che «vorremmo restassero sempre una finestra su Napoli».
Alla presentazione hanno partecipato figure di spicco del mondo culturale. Tra questi, Massimo Bray, Direttore Generale dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Erano presenti anche alcuni degli autori del volume: Laura Valente, Stefano Causa e Marco Bazzini. Altri contributi nel catalogo sono firmati da Eike Schmidt (con un testo intitolato 'La danza delle formiche'), Bruno Corà, Michele Bonuomo, Maria Laura Chiacchio e Luciana Berti.