Condividi

L'artista Andrea Fogli espone la sua nuova opera "Atlas Partenope" al Museo di Capodimonte a Napoli. La mostra, dedicata all'immaginario partenopeo, sarà visitabile fino a gennaio 2027.

Andrea Fogli presenta Atlas Partenope

L'artista Andrea Fogli ha svelato il suo più recente lavoro, intitolato Atlas Partenope. L'evento si è tenuto presso il prestigioso Museo e Real Bosco di Capodimonte. Questa esposizione napoletana giunge dopo una significativa antologica tenutasi a Roma. Quest'ultima aveva messo in luce i 7 Atlanti, rappresentativi della produzione artistica di Fogli negli ultimi 25 anni.

L'opera Atlas Partenope segna l'inizio di un nuovo capitolo. Si tratta del primo inedito componente di un ottavo Atlante, denominato Atlante delle devozioni. L'artista descrive questo nuovo lavoro come un'esplorazione della «galassia immaginale partenopea».

Napoli, fonte d'ispirazione per le devozioni

Fogli ha spiegato la scelta di Napoli come scenario per il suo atlante. «Quale città più idonea di Napoli per ispirare un atlante delle devozioni?» si è chiesto l'artista. Ha poi aggiunto che nella città partenopea elementi come «una statua o un vulcano, un sogno o un rito quotidiano, un teschio, una maschera o un calciatore straordinario» mantengono ancora oggi un culto molto particolare.

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt, ha commentato l'iniziativa. Ha ricordato la precedente mostra dedicata alla canzone napoletana da Emilio Isgrò. Ora, nelle sale del secondo piano, con lo sfondo del prezioso presepe settecentesco, Capodimonte ospita Atlas Partenope. Schmidt ha definito l'esposizione un «racconto originale della città».

Ha inoltre descritto la mostra come un'«immersione stimolante e curiosa nei segni e nella memoria». Lo spazio espositivo è considerato «ideale», trovandosi accanto all'installazione permanente in memoria di Anna Maria Ortese. Questo permette a Capodimonte di «continuare ad accogliere progetti e quindi sguardi non convenzionali su Napoli».

Struttura e significato dell'opera

L'esposizione è allestita al secondo piano della Reggia. Occupa le sale 81, 83-84. L'allestimento è suddiviso in tre ambienti distinti ma collegati tra loro. Questi spazi guidano il visitatore attraverso il percorso ideato da Fogli.

L'artista stesso definisce l'opera un «Atlante delle 'immagini del cuore'». Ha poi aggiunto una riflessione sul concetto di rovina e immagine. «Cancellare, deformare, crogiolarsi tra le rovine, è atto, anche artistico, che asseconda il lavoro della morte», ha affermato. Ha sottolineato che la morte «non ha certo bisogno del nostro aiuto».

«Le rovine, le immagini, vanno invece riabitate, rianimate», ha concluso Fogli. Questo invita a una visione attiva e rigenerativa del passato e della memoria attraverso l'arte.

Il video introduttivo e il percorso

L'esposizione è preceduta da un video. È stato girato in pellicola super 8 dal regista sperimentale napoletano Salvatore Sansone. Il filmato documenta un'escursione particolare. L'artista Andrea Fogli compie un viaggio da Cuma a Castel dell'Ovo.

Durante questo percorso, le 140 immagini che compongono l'Atlas sono state disposte in diversi luoghi emblematici dell'area partenopea. Questo video serve da introduzione visiva e concettuale all'opera, collegando le immagini dell'atlante al territorio che le ha ispirate.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027. Offre un'opportunità unica per esplorare la visione artistica di Andrea Fogli e la sua interpretazione dell'anima di Napoli.