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Tre chiese storiche a Napoli sono state restaurate grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La sottosegretaria Wanda Ferro ha visitato i cantieri ultimati, sottolineando l'importanza degli interventi per la conservazione del patrimonio artistico e religioso.

Nuova vita per chiese napoletane

Un importante intervento di restauro conservativo ha interessato tre beni monumentali nella città di Napoli. Questi lavori sono stati resi possibili grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La sottosegretaria di Stato, Wanda Ferro, con delega al Fondo Edifici di Culto (Fec), ha effettuato un sopralluogo nei cantieri completati.

La visita è avvenuta in compagnia del prefetto di Napoli, Michele di Bari. La prima tappa è stata il complesso monumentale di San Domenico Maggiore. Qui, l'antica chiesa ha beneficiato di interventi mirati al rifacimento delle coperture. Tali opere sono state giudicate necessarie per garantire la migliore tutela dell'inestimabile patrimonio artistico presente nel complesso.

A fare da guida durante la visita a San Domenico Maggiore è stato il superiore dei Domenicani. La delegazione ha poi proseguito verso la chiesa di San Gregorio Armeno. Anche in questo luogo sacro, è stato fatto il punto sui lavori di restauro portati a termine con successo.

L'itinerario si è concluso presso la chiesa e il chiostro di San Giuseppe dei Ruffi. Qui, la sottosegretaria Ferro e il prefetto sono stati accolti dalla superiora. Erano presenti anche l'intera comunità delle Suore Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, note anche come "Sacramentine".

Un investimento per la cultura e l'identità

La sottosegretaria Ferro ha evidenziato come questi tre interventi siano stati finalizzati alla preservazione di luoghi iconici della città di Napoli. La conclusione di questi importanti cantieri di restauro, finanziati dal Pnrr, permette a Napoli di recuperare tre chiese nel suo cuore pulsante. Questi edifici rappresentano una parte essenziale dell'identità cittadina.

San Giuseppe dei Ruffi, San Domenico Maggiore e San Gregorio Armeno sono ora nuovamente pienamente fruibili. L'investimento complessivo ha superato i 3,7 milioni di euro. I lavori hanno riguardato facciate e coperture. Sono stati affrontati problemi di infiltrazioni e fenomeni di degrado. Si è proceduto al recupero di ambienti e apparati decorativi di grande pregio storico e artistico. Inoltre, sono stati messi in sicurezza importanti elementi architettonici.

Collaborazione istituzionale efficace

Il completamento di questi lavori dimostra l'efficacia di una proficua collaborazione istituzionale. Lo ha sottolineato Wanda Ferro. L'operazione ha visto operare in piena sinergia il Ministero dell'Interno, attraverso il Fondo Edifici di Culto. Fondamentale anche il ruolo della Prefettura di Napoli, che ha coordinato le attività. Hanno partecipato anche il Ministero della Cultura, le Soprintendenze e il Provveditorato alle Opere pubbliche.

Questo modello di lavoro ha permesso di portare a termine interventi complessi. Il tutto è avvenuto nel rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr. Il risultato è la restituzione alla città di tre beni di straordinario valore storico, artistico e religioso. La gestione dei fondi e la supervisione dei lavori hanno garantito il successo dell'operazione.