Conversazioni private tra medici dell'ospedale Monaldi di Napoli mettono in luce presunti ritardi nella gestione di un trapianto cardiaco. Le chat suggeriscono che il paziente, Domenico, avrebbe potuto avere maggiori possibilità di sopravvivenza con interventi tempestivi.
Ritardi nel trapianto di Domenico Caliendo
Un messaggio su una chat di anestesisti dell'ospedale Monaldi di Napoli, datato 13 febbraio 2026, solleva interrogativi. Vi si legge: «Il trapianto si poteva fare una ventina di giorni fa, ma adesso non ha più senso».
Solo una settimana dopo, il 20 febbraio 2026, il piccolo Domenico Caliendo è deceduto. Era ricoverato in terapia intensiva dal 23 dicembre 2025.
Il trasferimento era avvenuto dopo il fallimento del suo trapianto di cuore. In quel periodo, il bambino era assistito dall'Ecmo. Questo sistema di supporto vitale temporaneo può sostituire le funzioni di cuore e polmoni.
Revoca ferie al cardiochirurgo Oppido
Il giorno precedente alla chat, il 12 febbraio 2026, il cardiochirurgo Guido Oppido aveva richiesto un periodo di ferie. La sua assenza era prevista fino all'8 marzo 2026.
Tuttavia, la direzione dell'ospedale ha deciso di revocare la sua richiesta. La motivazione addotta è stata la necessità di garantire la continuità terapeutico-assistenziale al piccolo Domenico.
Questa decisione evidenzia la gravità delle condizioni del bambino e l'importanza della presenza del chirurgo.
Le conversazioni e le ipotesi della famiglia
Le conversazioni in chat sembrano confermare le tesi della famiglia Caliendo. Il loro legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, sostiene una tesi precisa.
Secondo l'avvocato, se il bambino fosse stato staccato dall'Ecmo in tempo utile. E se fosse stato collegato al Berlin-Heart, il cuore artificiale, le sue possibilità sarebbero aumentate.
Il Berlin-Heart garantisce un minor danno agli organi rispetto all'Ecmo. Questo avrebbe potuto renderlo nuovamente trapiantabile.
Condizioni critiche e frasi sconcertanti
Le stesse conversazioni, però, dipingono un quadro clinico ormai compromesso. Si parla di «polmoni di pietra». Viene menzionata un'insufficienza epatica.
Inoltre, si registra un peggioramento della tac encefalo. Queste condizioni rendevano impossibile un nuovo intervento chirurgico.
Una frase in particolare desta sconcerto tra gli inquirenti: «E a lui cosa vuoi che interessino i dati clinici? Lui vuole solo pararsi il culo».
Indagini in corso
Le chat private sono ora al centro delle indagini. Si cerca di ricostruire la catena di decisioni mediche prese durante la degenza di Domenico.
La famiglia Caliendo chiede chiarezza sulle responsabilità. L'obiettivo è comprendere se siano stati commessi errori gestionali.
La vicenda solleva questioni etiche e procedurali nella gestione di casi pediatrici complessi. L'ospedale Monaldi di Napoli ha avviato un'indagine interna.
Domande frequenti sul caso Domenico
Cosa è successo al piccolo Domenico Caliendo?
Il piccolo Domenico Caliendo è deceduto il 20 febbraio 2026 in terapia intensiva all'ospedale Monaldi di Napoli. Il decesso è avvenuto dopo il fallimento di un trapianto di cuore e mentre era collegato a un sistema di supporto vitale temporaneo (Ecmo).
Qual è il ruolo delle chat degli anestesisti?
Le conversazioni private tra anestesisti, emerse in seguito al decesso, sollevano dubbi sulla gestione del caso. Alcuni messaggi suggeriscono che il trapianto avrebbe potuto essere effettuato con maggiori possibilità di successo in un momento precedente, e che le condizioni del bambino fossero ormai critiche.