Un cardiochirurgo napoletano chiarisce le fasi critiche di un trapianto cardiaco su un bambino. Emergono dettagli sull'uso improprio di ghiaccio secco e sulla gestione delle decisioni in sala operatoria.
Decisioni critiche in sala operatoria
Il dottor Guido Oppido, cardiochirurgo, ha descritto le scelte operative durante un trapianto di cuore. Ha affermato di aver rimosso il cuore del piccolo paziente. Questo avvenne prima di accertare eventuali danni all'organo alternativo. La decisione era necessaria, non c'erano altre opzioni disponibili.
Queste dichiarazioni sono emerse durante un colloquio informale. L'incontro si è tenuto con altri membri dell'équipe medica. La riunione è avvenuta prima dell'indagine ufficiale. L'indagine è stata disposta dal Ministero della Sanità. L'ospedale coinvolto è il Monaldi di Napoli. L'obiettivo era raccogliere informazioni sull'evento.
Registrazione audio e indagini
Un membro del personale sanitario presente ha registrato la conversazione. Questo file audio è stato successivamente consegnato alla Procura di Napoli. La registrazione fornisce un quadro dettagliato delle discussioni interne. Le dichiarazioni potrebbero influenzare l'esito delle indagini in corso.
Durante un interrogatorio preventivo a fine marzo, il dottor Oppido ha fornito la sua versione dei fatti. Ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino. Ha specificato di non aver estratto il cuore del bambino. Ciò è avvenuto prima dell'arrivo del contenitore refrigerato. Il contenitore trasportava il cuore prelevato a Bolzano.
L'avvio della cardiectomia è avvenuto solo dopo aver ricevuto un assenso. Questo consenso proveniva da un sanitario non ancora identificato. La domanda riguardava la presenza del cuore in sala operatoria. La sequenza temporale degli eventi è cruciale per le indagini.
Il ruolo del ghiaccio secco
La discussione ha toccato anche il problema del trasporto del cuore da Bolzano. L'organo è stato prelevato nella città altoatesina. Successivamente è giunto a Napoli congelato. Il problema è sorto a causa dell'uso di ghiaccio secco nel box refrigerante. Questo metodo di conservazione si è rivelato inadeguato.
Il cardiochirurgo ha difeso il lavoro della collega Gabriella Farina. La dottoressa Farina si era occupata del prelievo del cuore a Bolzano. Il dottor Oppido ha paragonato la situazione a un errore grave. Ha detto: «lei chiede del ghiaccio e le viene dato del ghiaccio secco è come se uno va al bar e chiede un bicchiere d'acqua e gli danno la varechina la colpa non può certo essere sua la colpa è da cercare a Bolzano».
Ha inoltre sottolineato che la responsabilità non ricade nemmeno sull'operatore socio-sanitario. Questo operatore aveva fornito il refrigerante errato. L'errore sembra quindi risalire a monte del processo di preparazione.
Pareri e conferme professionali
Il dottor Oppido ha spiegato ai colleghi che il suo operato è stato corretto. Ha citato le opinioni di altri esperti del settore. Ha affermato: «Non ho colpa come hanno detto tutti in tv, tutti i trapiantologi Rinaldi, Pace, Gargiulo, Barberida, Mariano Feccia, Pasquale Fratto, tutti si sono espressi dicendo che avrebbero fatto esattamente le stesse identiche cose».
Uno dei trapiantologi menzionati è stato poi scelto. È stato selezionato come perito per il giudice. La sua nomina era relativa all'incidente probatorio. Tuttavia, è stato successivamente escluso. L'esclusione è avvenuta a causa di dubbi sollevati dall'avvocato Francesco Petruzzi. L'avvocato rappresenta la famiglia Caliendo-Mercolino. I dubbi riguardavano le sue precedenti dichiarazioni sull'operato del dottor Oppido.
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