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Un cardiochirurgo spiega le decisioni prese durante un trapianto di cuore pediatrico. La responsabilità di un errore sembra ricadere altrove. Le indagini proseguono.

Le dichiarazioni del cardiochirurgo

Il dottor Guido Oppido, cardiochirurgo, ha descritto le sue azioni durante un delicato intervento. Ha affermato di aver rimosso il cuore del piccolo Domenico Caliendo. Questo è avvenuto prima di accertare eventuali danni all'organo alternativo. La scelta è stata dettata dall'urgenza del momento.

Queste parole sono emerse durante un incontro informale. L'incontro ha coinvolto altri membri dell'équipe medica. Si è tenuto prima di un'indagine ufficiale. L'indagine è stata disposta dal Ministero della Salute. L'obiettivo era raccogliere informazioni sull'accaduto.

L'ospedale teatro dei fatti è il Monaldi di Napoli. La conversazione è stata registrata da un presente. L'audio è stato poi consegnato alla Procura di Napoli. La registrazione getta nuova luce sulla gestione dell'emergenza.

La versione sull'estrazione del cuore

Durante un interrogatorio preventivo, il dottor Oppido ha fornito la sua versione. L'interrogatorio si è svolto a Napoli. Ha negato di aver estratto il cuore del bambino prima dell'arrivo del box refrigerato. Questo box conteneva l'organo proveniente da Bolzano.

L'avvio della cardiectomia, l'asportazione del cuore, è avvenuto solo dopo aver ricevuto un'autorizzazione. L'assenso è giunto da un sanitario non ancora identificato. La domanda riguardava la disponibilità del cuore in sala operatoria.

La sua testimonianza mira a chiarire la sequenza degli eventi. Sottolinea la mancanza di alternative in un momento critico. La sua difesa si basa sulla necessità di agire tempestivamente per il bene del piccolo paziente.

Il nodo del ghiaccio secco e Bolzano

La discussione ha toccato anche il ruolo di Bolzano. Qui è stato prelevato il cuore destinato al trapianto. L'organo è giunto a Napoli congelato. Questo a causa dell'uso di ghiaccio secco nel box refrigerante.

Il dottor Oppido ha difeso una sua collega, Gabriella Farina. Lei si era occupata del prelievo a Bolzano. Ha paragonato la situazione a una richiesta d'acqua a cui viene data varechina. La colpa, secondo lui, non può essere attribuita alla collega.

La responsabilità, secondo il cardiochirurgo, va cercata a Bolzano. Ha aggiunto che l'errore non ricadrebbe nemmeno sull'operatore socio-sanitario. Quest'ultimo avrebbe fornito il refrigerante errato. L'analisi punta a individuare la fonte primaria del problema.

Pareri di altri specialisti e indagini

Il dottor Oppido ha affermato che il suo operato è stato corretto. Ha citato il parere di altri noti trapiantologi. Nomi come Rinaldi, Pace, Gargiulo, Barberida, Mariano Feccia e Pasquale Fratto sono stati menzionati. Tutti, a suo dire, avrebbero agito allo stesso modo.

Uno di questi specialisti è stato scelto come perito. La scelta è avvenuta per conto del giudice delle indagini preliminari. La decisione è legata all'incidente probatorio. Tuttavia, è stato poi escluso. I dubbi sono emersi in relazione alle sue precedenti dichiarazioni sull'operato del dottor Oppido.

L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, ha sollevato perplessità. Le sue obiezioni riguardano proprio le considerazioni espresse dal dottor Oppido. Le indagini continuano per fare piena luce sull'intera vicenda.

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