L'arcivescovo di Napoli, Cardinale Domenico Battaglia, esorta la comunità a riflettere sul proprio ruolo nel contrastare la violenza giovanile, sottolineando l'importanza della presenza adulta e di interventi concreti.
La responsabilità della comunità
Ogni giovane deve rispondere delle proprie azioni. Tuttavia, la collettività è chiamata a interrogarsi su come prevenire che la violenza diventi il loro unico mezzo espressivo. Non si può garantire l'assenza di errori individuali.
È possibile, invece, impegnarsi a non lasciare nessuno isolato. Dobbiamo distinguere la fermezza dall'abbandono. Nessuno dovrebbe essere considerato irrecuperabile, specialmente chi ha ancora un intero futuro davanti.
I giovani cercano adulti che siano presenti e coerenti. Non desiderano figure perfette, ma persone che incarnino i valori che predicano. Il loro avvenire non può essere posticipato; è una responsabilità attuale.
Interventi concreti per il futuro
Accanto all'azione della giustizia, sono necessari supporto, prevenzione e sostegno alle famiglie. Servono investimenti mirati in istruzione, attività sportive e spazi di socializzazione.
È fondamentale la volontà di perseguire obiettivi a lungo termine. Questi risultati potrebbero non essere immediatamente visibili né generare consensi facili. Possiamo scegliere un approccio superficiale, indignandoci per poco tempo e chiedendo pene più severe.
In alternativa, possiamo fare nostro l'invito di don Lorenzo Milani: “I care”, mi sta a cuore. Questa scelta implica un impegno profondo e personale.
Un appello al cambiamento interiore
Forse, l'azione più urgente oggi è smettere di concentrarsi esclusivamente sui problemi dei giovani. Dobbiamo invece iniziare a chiederci cosa possiamo modificare in noi stessi.
I ragazzi non cercano adulti impeccabili, ma presenze autentiche. Vogliono vedere adulti che vivano concretamente ciò che insegnano. Il loro futuro non ammette attese; è un impegno che ci viene affidato ora.
Un cuore che si preoccupa per tutti
Mi preoccupa il giovane che ha commesso un errore e deve imparare ad assumersene la responsabilità. Mi sta a cuore la persona che ha subito un torto e il dolore della sua famiglia.
Sono preoccupato per chi assiste a un atto di violenza e non interviene, magari nascondendosi dietro uno schermo. Mi preoccupano i genitori in difficoltà con i figli e gli insegnanti che si sentono soli.
Mi sta a cuore chi cresce in contesti privi di opportunità. Mi preoccupa chi vive in ambienti materialmente ricchi ma affettivamente poveri. Mi sta a cuore una politica che non si limiti a promettere ordine.
Desidero una città dove nessun giovane debba ferire altri per affermarsi. Una comunità che costruisca le condizioni per una convivenza pacifica e costruttiva per tutti i suoi membri.