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La mostra 'What We Want' di Francesco Jodice porta l'arte contemporanea nell'aeroporto di Napoli. Un'esposizione fotografica che esplora il paesaggio urbano globale e coinvolge studenti locali.

Fotografia urbana incontra i viaggiatori

Il paesaggio delle città globali diventa protagonista all'aeroporto di Napoli. È stata inaugurata la mostra 'What We Want' di Francesco Jodice. L'esposizione presenta 30 anni di ricerca fotografica dell'artista napoletano. L'artista ha esplorato oltre 170 metropoli mondiali. L'obiettivo è indagare il legame tra ambiente urbano e umanità.

Questa iniziativa segna il secondo capitolo di un progetto ambizioso. L'arte contemporanea trova spazio nei luoghi di transito dello scalo partenopeo. L'evento è curato dal Museo Madre e dall'Associazione Amici del Madre. L'allestimento avviene nella sala imbarchi. L'aeroporto è gestito dalla Gesac. L'esposizione segue l'installazione di Mathilde Rosier del 2020.

Le opere esposte sono quattro scatti di Jodice. Provengono da Aral, San Paolo, Punta del Este e Hong Kong. Queste fotografie sono parte di una collezione più ampia. Sette opere sono entrate nella collezione permanente del Madre. Questo è stato possibile grazie al bando 'Strategia Fotografia 2024'. Il bando è promosso dal Ministero della Cultura.

Un dialogo tra arte e comunità

L'esposizione offre un'opportunità unica. Permette di presentare opere che riflettono l'impegno etico di Jodice. Lo sottolinea Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. L'allestimento aeroportuale attiva una risonanza diretta. Le immagini dialogano con i flussi di viaggiatori. Lo afferma Eva Fabbris, direttrice del Madre. La mostra non è solo un evento espositivo. Ha anche una forte valenza sociale.

L'iniziativa è stata accompagnata da un laboratorio performativo. Hanno partecipato 12 studenti dell'Istituto Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno. I giovani hanno collaborato attivamente all'allestimento. Sotto la guida di Jodice, hanno trascritto testi geopolitici. Queste trascrizioni sono state realizzate direttamente sulle pareti della sala imbarchi. Creano un dialogo visivo con le fotografie esposte.

Francesco Jodice descrive il processo creativo. «Sono trascrizioni», spiega l'artista. «La loro imperfezione grafica esprime un modo di raccontare la realtà. La realtà è più complessa di quanto pensiamo». Nonostante le foto e i testi, rimangono dubbi e incertezze. L'allestimento, pur essendo di otto metri, abbraccia paesi e continenti distanti. L'Europa è volutamente un po' trascurata. L'intento è creare una sorta di 'corrugamento della Terra'.

Valore culturale e inclusione sociale

La Gesac è orgogliosa di questa iniziativa. Trasformare l'attesa dei passeggeri in un momento di valore culturale è un obiettivo raggiunto. Lo afferma Roberto Barbieri, amministratore delegato della società aeroportuale. Il coinvolgimento delle scuole locali rappresenta un investimento importante. Si punta sul capitale umano delle comunità vicine all'aeroporto. Questo favorisce inclusione e consapevolezza civica.

La collaborazione tra la Fondazione Donnaregina (museo Madre), la Gesac e gli Amici del Madre è iniziata nella primavera del 2025. Il progetto ha coinvolto i quartieri della VII Municipalità. Sono stati organizzati laboratori didattici. Questi sono stati affidati ad artisti di fama internazionale. La mostra di Jodice ha già avuto risonanza globale. Ha toccato sedi prestigiose come la Tate Modern e la Biennale di Venezia.

L'esposizione rimarrà visibile nell'area imbarchi C20. Sarà possibile ammirare le opere fino alla fine dell'anno corrente. L'iniziativa porta l'arte contemporanea in un luogo di passaggio. Offre ai viaggiatori uno spunto di riflessione sul mondo e sulle città che abitiamo.