Un recente studio evidenzia come migliaia di lavoratori nella provincia di Napoli siano sempre più esposti a rischi per la salute a causa delle ondate di calore estive. Le organizzazioni chiedono interventi urgenti per proteggere i lavoratori e accelerare la transizione energetica.
Aumento del rischio caldo per i lavoratori napoletani
Il rapporto "Lavoratori a rischio per le ondate di calore" di Greenpeace Italia, realizzato con Worklimate e Cgil, getta luce sulla pericolosità del clima estivo per chi lavora.
La ricerca analizza l'impatto delle alte temperature sui lavoratori italiani negli ultimi cinque anni. Un'attenzione particolare è rivolta a Milano, Roma e Napoli.
Nella zona metropolitana di Napoli, la frequenza dei giorni con elevato rischio caldo è cresciuta notevolmente. Se nel periodo 2021-2022 si registravano in media 34 giorni critici, per il biennio 2024-2025 si stimano 50 giornate. Questo rappresenta un aumento del 47% in soli cinque anni.
57mila lavoratori esposti al rischio nella provincia di Napoli
Negli ultimi cinque anni, la provincia di Napoli ha visto una media quotidiana di 57mila lavoratori esposti al rischio legato alle alte temperature. Questa cifra corrisponde all'8.4% della forza lavoro totale.
I settori professionali più vulnerabili sono stati identificati. Le costruzioni contano circa 28mila lavoratori a rischio.
Seguono il trasporto merci su strada e il magazzinaggio, con 17mila unità. Infine, i servizi per edifici e la manutenzione del verde presentano circa 8mila lavoratori esposti.
Crescita del rischio caldo e impatto nazionale
La frequenza dei giorni con rischio caldo elevato è aumentata del 60% tra il 2021 e il 2025. Queste giornate rappresentano ora il 38% di tutte le giornate estive analizzate.
A livello nazionale, negli ultimi cinque anni, circa 670mila lavoratori al giorno hanno affrontato un rischio caldo elevato durante l'estate. In alcuni picchi, questo numero ha raggiunto 1,5 milioni di persone.
Complessivamente, quasi un lavoratore su dieci nei territori provinciali e metropolitani delle regioni analizzate è stato esposto a questo pericolo.
Le dichiarazioni della Cgil
Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania, ha definito la situazione «insostenibile» per migliaia di lavoratori. Ha sottolineato come, nonostante le misure regionali, si continuino a registrare decessi sul lavoro.
«Nonostante la recente ordinanza regionale che vieta lo svolgimento di attività lavorative dalle 12:30 alle 16:30 nei giorni a rischio», ha affermato Ricci, «si continuano a registrare morti sul lavoro causate anche da malori dovuti alle temperature eccessive».
Il sindacalista ha lanciato un appello alle aziende affinché rispettino non solo le ordinanze, ma soprattutto la salute dei propri dipendenti. La sicurezza sul lavoro è una priorità per le battaglie sindacali.
Le richieste di Greenpeace e Cgil al Governo
Greenpeace Italia e Cgil hanno presentato al governo una serie di richieste urgenti. La prima riguarda l'abbandono delle fonti fossili.
Chiedono un piano per uscire dal gas entro il 2035. Propongono inoltre una tassazione permanente sui profitti delle industrie di gas e petrolio.
Questi fondi dovrebbero finanziare la transizione verso le energie rinnovabili. Infine, sollecitano misure concrete per proteggere le categorie più a rischio e tutti i cittadini dagli effetti della crisi climatica.