Napoli dedica una mostra a Maria Lai, artista sarda nota per la sua sperimentazione con tessuti e narrazioni. L'esposizione 'Essere è tessere' esplora la sua evoluzione artistica e il legame con la memoria collettiva.
Omaggio a Maria Lai al Museo Madre
Il Museo Madre di Napoli ospita un'importante retrospettiva dedicata a Maria Lai. L'artista sarda, scomparsa nel 2013, è stata una figura di spicco per oltre sessant'anni. La sua ricerca ha spaziato dall'assemblage al tessile, dal collage all'oralità.
La mostra, intitolata 'Maria Lai. Essere è tessere', è curata da Monica Amor e Carlos Basualdo. L'evento è realizzato in stretta collaborazione con l'Archivio e la Fondazione intitolati all'artista.
Il percorso espositivo documenta le trasformazioni materiche, formali e concettuali che hanno caratterizzato il lavoro di Lai. L'artista ha saputo ridefinire il legame tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva.
Temi e opere dell'artista sarda
Al centro della sua produzione artistica vi sono l'astrazione, la materialità, il femminismo e la crisi dell'oggetto artistico nell'Italia del dopoguerra. La mostra, supportata dalla ricerca di Giulia Brandinelli, si estende su uno spazio di 764 metri quadrati.
Sono esposte circa 200 opere, affiancate da materiale documentario e libri d'artista. Le opere provengono da importanti musei italiani e internazionali, testimoniando la rilevanza della sua figura.
L'assessore alla Cultura della Regione Campania, Ninni Cutaia, ha sottolineato l'importanza dell'esposizione. Ha evidenziato come l'universo di Maria Lai abbia superato i confini tra generazioni e linguaggi creativi.
L'uso simbolico di fili, libri e narrazioni da parte dell'artista trasforma la sua opera in uno strumento di memoria collettiva e accoglienza.
Il percorso artistico di Maria Lai
Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, ha espresso soddisfazione. Ha affermato che Maria Lai, figura fondamentale del Novecento italiano, viene finalmente restituita alla sua complessità artistica dai curatori.
Eva Fabbris, direttrice del Madre, ha aggiunto che l'obiettivo è dare visibilità e rigore storiografico a pratiche di artiste della seconda metà del Novecento. Queste artiste hanno operato con una radicalità spesso ancora poco riconosciuta.
Il percorso espositivo inizia con la formazione accademica dell'artista. Si prosegue con le prime opere, influenzate da un modernismo radicato nel territorio regionale. Un momento cruciale è rappresentato dal Progetto Tridimensionale del 1970 e dai Telai del 1971.
Opere iconiche e installazioni
La mostra presenta le celebri Tele Cucite, realizzate tra il 1974 e il 1976. Segue una sezione dedicata ai Libri Cuciti, a partire dal 1978.
Un'altra sala è riservata alle Geografie, iniziate intorno al 1981. Viene inoltre documentata l'azione collettiva e rituale 'Legarsi alla montagna'. Questa performance coinvolse il paese di Ulassai nel 1981.
Una sala specifica esamina il rinnovato impegno dell'artista verso la sua città natale, Ulassai. Questa sezione si avvale di materiali d'archivio e documenti inediti.
Eventi collaterali al Museo Madre
In parallelo, il Museo Madre inaugura la seconda mostra del Premio Meridiana. Questa esposizione, curata da Mario Francesco Simeone, presenta 'Living Collapse'. L'allestimento è a cura di Samuele Piazza e include opere degli artisti campani Andrea Bolognino, Effe Minelli e Raffaela Naldi Rossano.
La mostra 'Living Collapse' sarà visitabile fino al 28 settembre.