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Tecniche anestesiologiche avanzate, i blocchi di fascia, guidate dal dottor Sepolvere a Maddaloni, offrono un recupero più rapido e minore uso di oppioidi in chirurgia.

Anestesia locoregionale: una nuova frontiera

Nuove tecniche anestesiologiche stanno emergendo con successo. I blocchi di fascia rappresentano un'innovazione significativa. Trovano applicazione in diversi campi chirurgici. Chirurgia toracica, addominale e ortopedica ne beneficiano. Possono sostituire l'anestesia generale. Agiscono anche in combinazione per potenziare l'analgesia. Questo riduce l'impiego di oppioidi. Favorisce inoltre un recupero postoperatorio più celere.

Tra i pionieri in Italia nell'esecuzione di queste procedure figura il dottor Giuseppe Sepolvere. Egli guida il servizio di Anestesia e Terapia Intensiva postcardiochirurgica presso la Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni, in provincia di Caserta. Il dottor Sepolvere è anche membro del direttivo dell'Esra Italian Chapter. Questa società scientifica si occupa di anestesia regionale in Europa.

Il dottor Sepolvere ha condiviso le sue conoscenze. Lo ha fatto in recenti congressi scientifici. Uno si è tenuto a Milano, lo Smart International Congress. Il tema era "La fascia come target di trattamento". Si è discusso del dolore acuto in anestesia e del dolore cronico. Un altro appuntamento si è svolto a Roma. L'argomento era l'anestesia locoregionale in cardiochirurgia.

La fascia: un organo da riscoprire

La fascia è un tessuto connettivo. Avvolge muscoli, vasi sanguigni e nervi. Oggi è considerata una struttura complessa. È dinamica e altamente specializzata. Svolge un ruolo cruciale nei processi di comunicazione cellulare. Modula la percezione del dolore. Interviene nei processi infiammatori. Regola persino il sistema immunitario.

Questa nuova prospettiva vede la fascia come un vero e proprio "organo". Da questa visione nascono nuove possibilità terapeutiche. I blocchi di fascia sfruttano questa comprensione. Consistono nell'iniezione di anestetico locale. L'iniezione avviene nello spazio tra due membrane fasciali. La localizzazione dipende dal tipo di chirurgia.

L'anestetico si diffonde lungo il piano fasciale. Blocca i nervi che scorrono al suo interno. Questo approccio offre vantaggi notevoli. Limita il consumo di farmaci oppioidi. Accelera significativamente la ripresa del paziente dopo l'intervento.

Tecnologia e conoscenza guidano l'innovazione

L'anestesia locoregionale ha subito una trasformazione profonda. Questo processo è avvenuto nell'ultimo decennio. L'introduzione dell'ecografia ha giocato un ruolo chiave. Nuove conoscenze anatomiche e sonoanatomiche sono emerse. Le recenti scoperte sul ruolo della fascia hanno ulteriormente contribuito. Queste evoluzioni hanno reso l'anestesia locoregionale più sicura ed efficace.

In particolare, nel campo della cardiochirurgia, la tecnica dei blocchi del piano fasciale è praticata dal dottor Sepolvere. Egli è considerato un punto di riferimento e un leader di opinione in questo settore specifico. Pochi altri centri in Italia utilizzano questa metodica.

Il dottor Sepolvere ha anche formato altri professionisti. Ha condiviso le sue competenze con i colleghi dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma. Ora questi medici eseguono la tecnica sui bambini sottoposti a cardiochirurgia. A loro volta, stanno trasmettendo questa conoscenza agli anestesisti dell'Ospedale Monaldi di Napoli.

Evoluzione e prospettive future

I blocchi di fascia sono stati ideati nel 2011. Il dottor Rafael Blanco li sviluppò inizialmente per la gestione del dolore e chirurgica nella Breast Surgery. Lo spiega il dottor Sepolvere. Egli vanta oltre venti anni di esperienza nell'anestesia locoregionale ecoguidata. Applica queste competenze sui pazienti della clinica di Maddaloni. Ha inoltre pubblicato articoli e libri sull'argomento.

I blocchi di fascia si sono evoluti. Ora trovano impiego in numerose specialità chirurgiche. La cardiochirurgia ne è un esempio significativo. L'Esra Italian Chapter, che il dottor Sepolvere rappresenta, collabora con l'ITACATAIC. Quest'ultima è la Società Italiana di Anestesia e Terapia Intensiva Cardio-Toraco-Vascolare. Insieme promuovono l'uso dei blocchi in cardiochirurgia. Sono parte integrante dei protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery).

Questi protocolli sono pensati per i pazienti cardiochirurgici. Mirano a controllare il dolore perioperatorio. Permettono di ridurre l'uso di oppiacei. Questi farmaci possono causare effetti collaterali indesiderati. Promuovono anche l'estubazione precoce. Questo è un obiettivo importante per pazienti complessi. In casi selezionati, è persino possibile estubare il paziente al termine dell'intervento, direttamente in sala operatoria.

Le applicazioni dei blocchi di fascia si stanno espandendo. Nuovi utilizzi emergono nel trattamento del dolore cronico, oltre a quello acuto. Il futuro vedrà un impiego sempre maggiore di queste tecniche. L'uso di farmaci a rilascio prolungato contribuirà a questo. L'integrazione con terapie rigenerative aprirà ulteriori scenari. Anche nell'analgesia postoperatoria, queste metodiche si dimostrano molto efficaci. Garantiscono un recupero funzionale più rapido. Offrono un miglior controllo del dolore.

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