Due infermieri sono stati aggrediti all'Ospedale del Mare di Napoli. Il sindacato Anaao Assomed Campania denuncia l'accaduto, definendolo inaccettabile e sintomo di un sistema sanitario in difficoltà.
Aggressione in pronto soccorso a Napoli
Un grave episodio di violenza si è verificato presso l'Ospedale del Mare di Napoli. Due infermieri sono stati aggrediti durante il loro turno di lavoro. L'aggressione ha portato all'interruzione dell'assistenza e alla devastazione di alcuni locali. Questo evento è stato definito «inaccettabile» e «da stigmatizzare con la massima fermezza» da parte di Vincenzo Bencivenga e Eugenio Gragnano, rappresentanti regionali di Anaao Assomed Campania. I sindacalisti hanno sottolineato come il pronto soccorso si sia trasformato in un luogo di violenza.
Secondo i rappresentanti sindacali, non si tratterebbe di un caso isolato. Viene evidenziato come questo episodio sia un chiaro sintomo di un sistema sanitario che lascia i professionisti della sanità «troppo soli». La solidarietà espressa verso gli operatori aggrediti non è più ritenuta sufficiente. Ogni volta si assiste a condanne e promesse di interventi per la sicurezza, ma il personale continua a lavorare in condizioni di rischio permanente.
Richiesta di maggiore sicurezza per gli ospedali
La situazione di rischio costante per medici, dirigenti sanitari, infermieri e tutto il personale è stata definita «non normalità». I sindacati chiedono che questa deriva venga fermata con azioni concrete. Viene sollevato un interrogativo preoccupante: «Cosa sarebbe accaduto se quell'uomo fosse riuscito a sottrarre l'arma alla guardia giurata?». Questa domanda evidenzia la gravità della situazione e il potenziale pericolo per la sicurezza di tutti all'interno della struttura ospedaliera.
Eugenio Gragnano ha avanzato una richiesta specifica: che gli ospedali campani, in particolare quelli in prima linea nell'assistenza, vengano classificati come «obiettivi sensibili». Questa misura mira a garantire una maggiore protezione al personale e alle strutture in contesti ad alto rischio. Il sindacato ha anche rivolto un appello al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
Manager sanitari sotto esame
I sindacati hanno preso atto delle dichiarazioni del presidente De Luca, il quale ha affermato che i manager della sanità dovranno rispondere della salute dei cittadini campani e non solo dei bilanci. Anaao Assomed Campania condivide pienamente questo principio. Tuttavia, ritengono che debba essere ampliato: i manager devono rispondere anche della salute di chi opera quotidianamente in prima linea e dell'applicazione dei contratti di lavoro.
Viene sottolineato come la salute dei cittadini sia indissolubilmente legata alla sicurezza, alla dignità e al benessere lavorativo dei professionisti che garantiscono le cure. La salute pubblica non può prescindere dalla tutela di chi la garantisce ogni giorno.
Le cause della violenza nel sistema sanitario
Vincenzo Bencivenga ha aggiunto che gli episodi di aggressione nei presidi sanitari campani non dovrebbero essere considerati esclusivamente come un problema di ordine pubblico. La violenza, pur non potendo mai essere giustificata, trova terreno fertile in contesti caratterizzati da carenze organizzative, organici insufficienti e turni di lavoro massacranti. Questi fattori contribuiscono a creare un clima di stress e frustrazione.
Se si sta realmente aprendo una nuova fase nella gestione della sanità campana, la valutazione dei manager non può limitarsi a parametri come i tempi d'attesa, l'efficienza dei pronto soccorso o gli equilibri economici. Deve includere anche l'effettiva applicazione dei contratti di lavoro e la promozione concreta del benessere lavorativo. Solo così si potrà garantire la protezione sia della salute dei pazienti sia di chi se ne prende cura. Attualmente, nella maggior parte delle aziende sanitarie e ospedaliere della Campania, i dirigenti medici e sanitari attendono ancora la piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2019-2021. Questo ritardo è considerato ormai intollerabile dai sindacati.