Lina Sastri ha trasformato i ricordi della madre Anna, affetta da Alzheimer, in un film intitolato "La casa di Ninetta". L'opera include registrazioni della voce della madre, offrendo uno sguardo commovente sulla malattia e sul legame familiare.
Il legame tra Lina Sastri e la madre Anna
Il libro autobiografico di Lina Sastri, intitolato «La casa di Ninetta», ha preso vita sul grande schermo. Questo lavoro segna anche l'esordio alla regia per l'artista napoletana. La narrazione si concentra sulla figura della madre, Anna, affettuosamente chiamata Ninetta. La donna soffriva di Alzheimer, una malattia che ha segnato profondamente la famiglia.
Durante la progressione della malattia, tre donne si sono prese cura di Ninetta, diventando amiche strette. Lina, divisa tra gli impegni a Roma e Napoli, ha deciso di mettere per iscritto i preziosi ricordi condivisi con la madre. «È stata una mamma e una donna speciale», ha dichiarato Sastri in un'intervista. La descrive come «leggera e nobile come la luce e la musica».
Nonostante avesse completato solo la seconda elementare, Ninetta era una persona di grande raffinatezza ed eleganza. Lina ricorda anche il rapporto con il padre, pur ammettendo che a volte poteva essere violento. Questo profondo legame madre-figlia è il cuore pulsante dell'opera.
La voce di Ninetta nel film
Mentre i ricordi di Anna iniziavano a svanire, Lina si dedicava a catturare ogni sfumatura della sua personalità. Particolarmente toccante è il suo canto. La regista ha scelto di inserire la voce della madre nel film: «Il canto che ogni tanto si sente è la voce di mia madre», ha rivelato.
«Ho fatto in tempo a registrarla prima che se ne andasse», ha aggiunto. Sastri sottolinea quanto fosse straordinario il talento canoro di Ninetta. La sua voce aveva già conquistato il pubblico nei suoi spettacoli musicali. «La sua voce, già dal vivo, aveva fatto il giro del mondo», ha spiegato Lina a Cinecittà News.
Infatti, i concerti di Lina Sastri iniziano e terminano sempre con la presenza vocale della madre. Ora, questa eredità sonora ha raggiunto anche il mondo del cinema, arricchendo ulteriormente «La casa di Ninetta».
Il racconto dell'Alzheimer
L'esperienza vissuta con la madre ha lasciato in Lina Sastri anche il timore di sviluppare la stessa malattia. Si tratta di una preoccupazione «in parte ereditaria», come ha confessato.
«Ho questo fantasma», ha ammesso. Ha raccontato un episodio significativo: durante una prova generale di uno spettacolo, ha improvvisamente dimenticato tutto. Questo vuoto di memoria era legato al terrore di salire sul palco, dimostrando come l'emozione possa influenzare la memoria. Il film affronta il dolore associato all'Alzheimer.
La malattia toglie autonomia, dignità e identità. Spesso colpisce le menti più brillanti, come nel caso di Ninetta. La narrazione esplora queste difficili sfaccettature con grande sensibilità.
L'amore per il teatro
L'infanzia di Lina Sastri non è stata priva di difficoltà. Tuttavia, dopo il liceo classico, è sbocciato il suo amore per il teatro. «Non ero mai stata a teatro», ha ricordato.
Un amico le ha presentato Eduardo De Filippo. Questo incontro è stato determinante: «Ho capito che sarebbe stata quella la mia strada», ha affermato. De Filippo è diventato il suo maestro. Lina ha deciso di lasciare casa per perseguire la sua passione, sentendosi libera. Non ha mai dimenticato però tutto ciò che sua madre aveva fatto per lei.
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