L'attore John McGinley, ospite al Comicon di Napoli, ha descritto il revival di "Scrubs" come una riunione familiare. Ha discusso dell'impatto dei social media e dell'intelligenza artificiale sulle relazioni umane, paragonandoli alle preoccupazioni del passato.
Il ritorno di Scrubs come unione familiare
L'attore John McGinley ha partecipato al Comicon di Napoli. Ha descritto il nuovo capitolo di Scrubs come un ricongiungimento di persone care. Ha affermato: «È come se si fosse riunita una famiglia».
Ha poi evidenziato le differenze con le riprese originali. «Quando giravamo la prima serie non avevamo quattro cineprese», ha spiegato. «Eravamo tutti davanti a una camera».
Le giornate di lavoro erano molto lunghe. «Ci mettevamo 16 ore al giorno per girare», ha ricordato. Il viaggio verso casa era anch'esso impegnativo. «Un'ora all'andata e una al ritorno per tornare a casa a Malibu».
L'armonia sul set e le relazioni umane
McGinley ha lodato l'ambiente di lavoro della nuova stagione. «L'atmosfera sul set è stata un'esperienza bellissima», ha dichiarato. C'è stato un grande rispetto reciproco. «C'è stato uno scambio di cortesie reciproco».
Il tono generale era molto positivo. «Il tono era di grande armonia e non tutti i set sono così», ha sottolineato. Ha poi riflettuto sulle relazioni tra attori in passato. Questo avveniva prima dell'era dei social media e dell'intelligenza artificiale.
McGinley non vede l'IA o i social come ostacoli insormontabili. «Non credo che ci sia tanto una questione di ostacoli rappresentati dall'IA o dai social media», ha affermato. Alla fine, ciò che conta è la connessione individuale. «Perché alla fine, indipendentemente dal fatto che ci sia conosciuti sui social, si resta da soli».
Ha ricordato le preoccupazioni dei genitori della sua generazione. «I demoni erano la tv e il telefono», dicevano. Lui e i suoi coetanei trascorrevano ore al telefono. «Noi trascorrevamo serate intere al telefono con i fidanzati o fidanzate».
La televisione era vista con sospetto. «Ci sentivamo dire che la tv avrebbe inquinato, contaminato le nostre menti e ci avrebbe manipolato».
Oggi, la prospettiva è cambiata, pur con nuove sfide. «Io ho dei figli, conosco bene quelli che sono i rischi», ha ammesso. Tuttavia, la sostanza delle relazioni rimane. «Però in una relazione ciò che rimane alla fine della storia siamo tu ed io, magari con difficoltà relazionali».
Invidia per Jackman e amore per il cinema italiano
L'attore ha espresso ammirazione per altri colleghi. «Hugh Jackman è fonte di invidia massima», ha confessato. Lo ammira per la sua versatilità e talento. «Perché è bello, è bravo, sa far tutto, canta, recita, fa musical, è un ballerino».
Ha anche menzionato il suo legame con i personaggi Marvel. «Fa i personaggi della Marvel», ha aggiunto. Ha immaginato un possibile incrocio tra i due universi. «Penso a che bel revival di Scrubs se Hugh Jackman venisse in ospedale».
Sarebbe stata una scena memorabile. «Che scena geniale sarebbe stata con il dottor Cox», ha commentato. McGinley ha poi condiviso il suo apprezzamento per il cinema italiano. La sua prima esperienza è stata molto significativa. «La mia prima esperienza mi ha davvero sorpreso».
Il film che lo ha colpito è stato Nuovo Cinema Paradiso. «L'ho visto a Manhattan», ha rivelato. Le immagini del film lo hanno profondamente toccato. «Le immagini mi hanno davvero colpito e mi hanno fatto amare il cinema italiano».