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Il Pnrr per l'istruzione ha visto un'accelerazione recente, ma persistono ritardi significativi, specialmente nel Sud e nel Lazio. La Fondazione Agnelli evidenzia criticità nella realizzazione dei progetti.

Progressi e ritardi nel Pnrr istruzione

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dedicato all'istruzione ha mostrato un'accelerazione negli ultimi mesi. Tuttavia, un marcato ritardo nella sua attuazione rende difficile il recupero, con la scadenza del Piano ormai vicina. Questa analisi proviene da uno studio della Fondazione Agnelli. I dati si basano sulle informazioni governative disponibili sulla piattaforma Italia Domani.

La percentuale di fondi impiegati per i servizi all'infanzia, la scuola e l'università ha raggiunto il 45,6%. Si tratta di un incremento di 9 punti percentuali rispetto a ottobre scorso. L'edilizia scolastica ha registrato il progresso più notevole, arrivando al 52% di spesa. Questi dati indicano un certo dinamismo nell'impiego delle risorse.

Criticità nella realizzazione dei progetti

«Ci sono stati indubbiamente progressi», ha dichiarato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli. «Altri miglioramenti sono attesi negli ultimi quattro mesi del Piano». Gavosto ha anche menzionato ritardi nella rendicontazione di spese per interventi già completati. Tuttavia, molti progetti non potranno essere finalizzati entro i termini stabiliti. Un esempio citato riguarda i posti negli asili nido. Questi erano già stati ridimensionati in una revisione del Piano su richiesta del governo italiano.

Il piano originario per l'infanzia era il più consistente, con 4,6 miliardi di euro. Le risorse sono state poi ridotte a poco meno di 3,8 miliardi. Il numero di nuovi posti da creare è passato da 264mila a 150.480. Al 26 febbraio 2026, risultano approvati 3.849 progetti in tutta Italia. Se completati, questi progetti consentirebbero la creazione di 186mila nuovi posti.

Rischi di ritardo nell'attuazione

A soli quattro mesi dalla conclusione del Piano, la Fondazione Agnelli sottolinea un dato preoccupante. Il 62% delle risorse Pnrr destinate all'istruzione riguarda progetti ancora in fase di affidamento ed esecuzione. È proprio in questa fase intermedia, complessa e prolungata, che si annidano i maggiori rischi di ritardo. La lentezza nell'avvio e nella gestione dei cantieri rappresenta un ostacolo significativo.

Le regioni del Centro-Nord hanno mostrato un passo più spedito negli ultimi mesi. Il Veneto ha registrato un aumento del 39%, l'Emilia-Romagna del 32% e il Piemonte del 29%. Al contrario, le regioni del Sud, con l'eccezione della Sardegna, accusano ritardi. La Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia si attestano tra il 21% e il 28%. Il Lazio, in particolare, mostra un tasso di avanzamento fermo al 17%.

Domande e Risposte

Cosa dice la Fondazione Agnelli riguardo al Pnrr per l'istruzione?

La Fondazione Agnelli evidenzia che, nonostante un'accelerazione recente, il Pnrr per l'istruzione soffre ancora di ritardi significativi, specialmente in alcune aree geografiche. Critica la fase di affidamento ed esecuzione dei progetti come fonte principale di rallentamento.

Quali sono le aree geografiche più in difficoltà con il Pnrr istruzione?

Le regioni del Sud, come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, mostrano ritardi nell'attuazione del Pnrr istruzione. Anche il Lazio è in una situazione critica, con un avanzamento molto limitato rispetto agli obiettivi prefissati.

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