Le insalate confezionate tornano sugli scaffali dopo un periodo di scarsità. Mariano Rago di Confcooperative Campania sollecita una pianificazione strategica per evitare future emergenze e assicurare la sostenibilità economica delle aziende agricole.
Ritorno sugli scaffali, un'opportunità per la filiera
Le forniture di insalate in busta stanno gradualmente tornando alla normalità. Questo recupero, dopo settimane di disponibilità ridotta a causa delle alte temperature estive, rappresenta un momento cruciale. È un'occasione per il settore di riflettere attentamente. L'obiettivo è prevenire il ripetersi di future crisi. Mariano Rago, presidente di Confcooperative Agroalimentare Campania, sottolinea l'importanza di questa riflessione. La cosiddetta quarta gamma è vista come un esempio concreto da cui partire. Non possiamo permetterci di attendere la prossima emergenza per discutere degli equilibri della filiera.
Il miglioramento delle disponibilità di prodotto deve inaugurare una nuova fase. Questa fase deve essere caratterizzata da una pianificazione attenta. Il ritorno del prodotto sugli scaffali deve andare di pari passo con il recupero della sostenibilità economica per le imprese. Proteggere chi produce oggi è fondamentale. Questo garantisce la continuità delle forniture per il futuro. La quarta gamma è un prodotto di grande valore. Le sue vendite al dettaglio in Italia hanno raggiunto la cifra di 1 miliardo e 48 milioni di euro. Questo dato si riferisce ai dodici mesi conclusi a maggio 2026, secondo i rilevamenti di NielsenIQ.
Crisi estiva e instabilità globale: un quadro complesso
La recente crisi estiva ha messo in luce l'impatto delle difficoltà agricole. Queste problematiche influenzano direttamente gli assortimenti disponibili. Hanno anche un effetto sulla possibilità di scelta del consumatore. A ciò si aggiungono le tensioni internazionali e i conflitti. Questi fattori creano ulteriore instabilità negli approvvigionamenti. Influenzano anche i costi delle materie prime e dei trasporti. Il clima sempre più estremo, con caldo prolungato e siccità, rende la programmazione delle produzioni agricole estremamente complessa. La pianificazione diventa un'impresa ardua.
È quindi necessaria una riflessione profonda e, soprattutto, una nuova programmazione del settore. L'obiettivo primario deve essere garantire una remunerazione adeguata. Questa deve coprire il lavoro svolto, gli investimenti effettuati e le responsabilità che le imprese devono assumersi. È indispensabile un confronto a livello nazionale. Questo confronto deve riguardare gli equilibri che governano le diverse filiere produttive.
Proposta di un tavolo nazionale per la filiera
Il presidente Rago avanza una proposta concreta. Suggerisce la creazione di un tavolo nazionale. Questo organismo dovrebbe riunire diverse parti interessate. Tra queste: istituzioni, rappresentanze di produttori e cooperative, trasformatori, organizzazioni sindacali e la grande distribuzione organizzata. Il compito di questo tavolo sarebbe multiforme. Dovrebbe lavorare sulla programmazione delle attività. Dovrebbe occuparsi della revisione dei prezzi. Questa revisione deve basarsi sui costi documentati e verificabili. Si dovrebbe anche discutere di promozioni concordate. Infine, dovrebbe gestire i rischi straordinari che possono colpire il settore.
La quarta gamma rappresenta un esempio di filiera integrata. Unisce la produzione agricola, la trasformazione dei prodotti, i rigorosi controlli di qualità e la gestione di temperature controllate lungo tutto il percorso. Per Confcooperative, queste attività e le responsabilità connesse devono ricevere un adeguato riconoscimento economico. Le insalate pronte non dovrebbero mai diventare un prodotto civetta. Non dovrebbero essere costantemente in offerta speciale nella grande distribuzione. Le promozioni devono essere frutto di accordi. Devono rispettare le reali disponibilità produttive. Devono prevedere una ripartizione equa degli oneri tra i vari attori della filiera.
Il prezzo promozionale non può in alcun modo diventare il riferimento fisso per remunerare la produzione. È importante ricordare anche l'impegno della Commissione europea. Nella sua Visione per l'agricoltura, presentata a febbraio 2025, si è impegnata a contrastare la vendita sistematica di prodotti agricoli al di sotto dei loro costi di produzione. Questo è un punto fondamentale per la sopravvivenza del settore.
Un appello per la continuità produttiva nazionale
L'appello è quindi lanciato con forza. La sfida è chiara e riguarda l'intero Paese. Dobbiamo partire dalla quarta gamma per affrontare una questione di interesse agricolo nazionale. L'obiettivo è garantire a chi produce le condizioni necessarie per continuare a investire. La continuità della produzione alimentare è un interesse strategico per l'intera nazione. Richiede un impegno congiunto e condiviso da tutti. L'esperienza della pandemia di Covid-19 ha evidenziato quanto sia vitale la continuità della produzione alimentare. Questa consapevolezza deve tradursi in azioni concrete. Deve tradursi in condizioni economiche favorevoli. Queste condizioni devono permettere alle imprese di investire. Devono anche tutelare l'occupazione, le competenze professionali e i territori. Se le imprese non riescono a generare profitti, perdono progressivamente la capacità di innovare. Di conseguenza, perdono anche la capacità di continuare a produrre. Questo è un circolo vizioso da interrompere urgentemente.