L'associazione Aris Campania lamenta un'esclusione ingiustificata dall'incremento di risorse destinate alla sanità privata accreditata. Le strutture religiose non profit, pur garantendo servizi essenziali come il pronto soccorso, si vedono penalizzate rispetto ad altre realtà.
Sanità campana: esclusione ingiustificata di strutture religiose
L'associazione Aris Campania esprime forte disappunto. La Regione Campania ha destinato fondi aggiuntivi alla sanità privata accreditata. Tuttavia, le strutture sanitarie private accreditate senza scopo di lucro sono state escluse da questo incremento. Questa decisione, presa nell'ambito della programmazione dell'assistenza ospedaliera per il 2026, solleva serie preoccupazioni.
La Regione ha stabilito limiti di spesa per le case di cura private accreditate. Sono previsti 27 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente. Aris Campania sottolinea come questo aumento non abbia riguardato le strutture a carattere religioso e non profit. Queste ultime rappresentano una parte significativa del sistema sanitario regionale.
Aris Campania: parità di trattamento negata
Il presidente di Aris Campania, Pasquale Accardo, definisce la situazione un «evidente corto circuito». Le strutture associate svolgono da decenni un ruolo cruciale. Supportano il Servizio sanitario regionale offrendo prestazioni essenziali. Operano senza finalità di lucro, a beneficio dei cittadini.
«Non chiediamo privilegi, ma parità di considerazione», afferma Accardo. La richiesta è di essere trattati equamente a fronte di funzioni analoghe svolte per la collettività. Le strutture religiose non profit contribuiscono attivamente alla tenuta del sistema sanitario campano.
Pronto soccorso: presenza fondamentale ma esclusa dai fondi
Un aspetto particolarmente critico riguarda il ruolo delle strutture associate nella gestione dell'emergenza-urgenza. Molte di esse gestiscono attivamente il pronto soccorso. «È un paradosso che la Regione deve spiegare», dichiara Accardo. Queste strutture sono considerate essenziali per la rete sanitaria quando si tratta di accogliere emergenze e garantire assistenza continua.
Tuttavia, vengono escluse quando si distribuiscono risorse aggiuntive. Aris Campania non accetta una sanità accreditata «a due velocità». Le realtà non profit sono chiamate a contribuire alle funzioni più delicate del sistema. Non ricevono, però, un adeguato riconoscimento economico per il loro impegno.
Non profit penalizzato: risorse reinvestite nella comunità
Il carattere non profit delle strutture non deve tradursi in una penalizzazione. Le risorse economiche ottenute vengono interamente reinvestite. I fondi supportano la missione sanitaria, assistenziale e sociale. Migliorano la qualità dei servizi offerti alla comunità. L'obiettivo è sempre il benessere dei pazienti e dei cittadini.
Aris Campania chiede chiarezza alla Regione. Vuole comprendere i criteri che hanno guidato queste decisioni. L'associazione auspica una correzione di quella che percepisce come una disparità di trattamento. È fondamentale aprire un confronto istituzionale costruttivo con le realtà rappresentate.
Appello al dialogo e alla parità di riconoscimento
La disponibilità al dialogo da parte di Aris Campania è sempre stata massima. Tuttavia, non è accettabile che entità che garantiscono da tempo una funzione essenziale per la sanità campana vengano penalizzate. La penalizzazione avviene proprio a causa del loro operato senza finalità di lucro. La trasparenza e l'equità sono principi irrinunciabili.
Le strutture sanitarie religiose non profit rappresentano un pilastro del sistema. La loro esclusione dall'incremento delle risorse rischia di compromettere la qualità e la continuità dei servizi offerti. La Regione è chiamata a rispondere a queste legittime istanze.