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La Campania si posiziona al di sotto della media nazionale per l'attivazione di case e ospedali di comunità, strutture sanitarie previste dal PNRR. Anche il fascicolo sanitario elettronico mostra criticità, con un basso consenso alla consultazione dei dati da parte dei cittadini.

Sanità territoriale campana in ritardo

La regione Campania presenta un quadro preoccupante riguardo all'implementazione delle nuove strutture sanitarie territoriali. Solo 39 delle 168 case della comunità programmate hanno almeno un servizio attivo. Questo dato rappresenta il 23,2% del totale previsto.

A livello nazionale, la media di case della comunità con servizi attivi è del 45,5%. La regione si colloca quindi in una posizione sfavorevole rispetto alla media italiana. Fa leggermente meglio solo di Molise, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Puglia, Bolzano e Basilicata.

Ospedali di comunità: dati ancora più critici

La situazione è ancora più critica per gli ospedali di comunità. Sono previsti 51 di questi presidi in Campania. Tuttavia, solo uno, pari al 2%, dichiara di avere almeno un servizio attivo.

La media nazionale per gli ospedali di comunità con servizi attivi si attesta al 27%. La Campania si posiziona meglio solo di Marche, Basilicata, Bolzano e Valle d'Aosta, che risultano ancora ferme. Nessun ospedale di comunità in regione risulta pienamente funzionante.

Fascicolo sanitario elettronico: consenso basso

Le criticità non si limitano alle strutture fisiche. Il fascicolo sanitario elettronico regionale contiene 13 documenti sui 20 tipologie previste. La media nazionale è di 14 documenti.

Il dato più allarmante riguarda il consenso dei cittadini all'utilizzo dei propri dati sanitari. Solo il 3% dei residenti in Campania ha espresso il consenso alla consultazione del proprio fascicolo. La media nazionale in questo ambito è del 44%.

Questi dati, forniti dall'osservatorio Gimbe, evidenziano un ritardo significativo della regione nell'attuazione della riforma dell'assistenza territoriale, un pilastro del PNRR. L'obiettivo di avvicinare la sanità ai cittadini appare ancora lontano.

Impatto sul territorio e prospettive future

La lentezza nell'attivazione di case e ospedali di comunità potrebbe avere ripercussioni sull'efficacia del servizio sanitario regionale. La mancanza di servizi attivi limita l'accessibilità alle cure primarie e intermedie per i cittadini.

Il basso consenso all'utilizzo del fascicolo sanitario elettronico, inoltre, ostacola la digitalizzazione e l'integrazione dei dati sanitari. Questo impedisce una visione completa dello stato di salute dei pazienti e una migliore programmazione degli interventi sanitari.

La regione dovrà accelerare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati dal PNRR. Sarà fondamentale aumentare il numero di strutture operative e promuovere una maggiore adesione dei cittadini alla digitalizzazione dei propri dati sanitari. L'efficacia delle future politiche sanitarie dipenderà da questi progressi.

L'osservatorio Gimbe continuerà a monitorare la situazione. I dati aggiornati al 31 dicembre 2025 mostrano un quadro generale di difficoltà nell'implementazione delle nuove strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale. La Campania si inserisce in questo contesto con criticità specifiche.

Le iniziative per migliorare la situazione dovranno essere mirate. Sarà importante analizzare le cause profonde del ritardo. L'obiettivo è garantire un servizio sanitario più efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini.

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