Tra il 2025 e il 2026, la Campania ha visto 25 indagini sulla corruzione coinvolgere 285 persone, inclusi politici. Libera organizza flashmob per sensibilizzare sull'urgenza del contrasto.
Corruzione in Campania: un quadro allarmante
Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 1° giugno 2026, la regione Campania è stata teatro di 25 inchieste focalizzate su fenomeni di corruzione e concussione. Queste indagini hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di ben 285 persone.
Tra gli indagati figurano 18 esponenti politici. Questi includono figure a livello locale e regionale, come sindaci, assessori e consiglieri comunali o regionali. I reati contestati sono molteplici e gravi.
Le accuse spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio al voto di scambio politico-mafioso. Sono state inoltre indagate condotte illecite come la turbativa d'asta e l'estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Libera lancia l'iniziativa "Occhi aperti sulla corruzione"
Questi dati sono stati resi noti dall'associazione Libera. L'organizzazione promuove un'azione di sensibilizzazione per il prossimo venerdì 12 giugno. Si terranno infatti dei flashmob nelle città di Napoli e Benevento.
L'iniziativa si chiama "Occhi aperti sulla corruzione". L'obiettivo è puntare i riflettori sui casi di corruzione legati alle gare pubbliche. Particolare attenzione è rivolta all'erogazione di servizi da parte dei Comuni e degli ambiti territoriali della Campania.
Questa mobilitazione si inserisce nel quadro della campagna nazionale intitolata "Fame di verità e giustizia". Tale campagna mira a riportare al centro del dibattito pubblico l'urgenza di contrastare efficacemente le mafie e la corruzione.
La campagna nazionale per trasparenza e responsabilità
L'iniziativa "Occhi aperti sulla corruzione" non si limiterà alla sola Campania. Essa attraverserà l'intero territorio nazionale. L'azione è prevista dall'8 al 13 giugno.
Lo scopo è quello di sollecitare un rafforzamento delle misure di trasparenza. Si chiede inoltre un maggiore controllo sull'operato pubblico e un'accresciuta assunzione di responsabilità da parte di chi ricopre incarichi.
Il contrasto alla corruzione è visto come un pilastro fondamentale per la salute della democrazia e per garantire un accesso equo ai servizi per tutti i cittadini.
Le denunce di Libera: reti di corruzione in Campania
Mariano Di Palma, coreferente regionale di Libera, ha espresso una dura denuncia. Egli afferma che «i sistemi corruttivi in Campania sono ben alimentati». Questo avviene grazie alle relazioni tra politica, dirigenti e funzionari comunali. Coinvolti anche imprenditoria e criminalità.
Di Palma sottolinea la complicità di professionisti e intermediari finanziari in questi meccanismi illeciti. Tali rapporti di contiguità e collusione creano reti di affari radicate in tutta la regione.
Anna Garofalo, anch'essa coreferente dell'associazione in Campania, ha evidenziato le aree più colpite. Queste includono l'agro-aversano, l'agro nocerino-sarnese, la piana del Sele e il vallo di Lauro. Nonché l'agro nolano, l'alto casertano e l'area vesuviana.
Garofalo ha aggiunto che questi legami di corruzione sono al centro della perdita di diritti e democrazia per i cittadini.
Impatto sociale: povertà, disoccupazione e servizi negati
Gigi Cannavacciuolo, collega di Libera, ha aggiunto un ulteriore tassello alla denuncia. Ha evidenziato come la regione sia colpita da alti tassi di povertà, disoccupazione ed emigrazione giovanile.
In questo contesto, le famiglie che avrebbero diritto a cure e servizi socio-sanitari si trovano invece vittime di un modello clientelare. I servizi vengono distribuiti come favori e le cure come piaceri, anziché come diritti garantiti.
Questa situazione aggrava ulteriormente le disuguaglianze sociali ed economiche presenti sul territorio campano.
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