Il celebre regista Abel Ferrara ha annunciato la realizzazione di un nuovo film intitolato "American Nails". Le riprese, che vedranno la partecipazione dell'attore Riccardo Scamarcio, inizieranno a Bari nel prossimo ottobre. L'annuncio è stato fatto durante il festival Ischia Global.
Nuovo progetto cinematografico a Bari
Abel Ferrara tornerà presto a dirigere sul suolo italiano. Il regista ha svelato i suoi prossimi impegni durante l'evento Ischia Global. Ha annunciato che a partire da ottobre inizieranno le riprese di un film intitolato "American Nails". Questa nuova opera sarà ambientata a Bari.
Il progetto vedrà la collaborazione dell'attore Riccardo Scamarcio. La notizia era nell'aria da circa due anni. Il film promette di esplorare le dinamiche di potere. Si concentrerà sull'ascesa e la caduta di un personaggio complesso. La trama si snoderà tra temi di violenza e vendetta.
Ferrara: tra cinema, libri e impegno sociale
Il regista, che festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno la prossima domenica, ha recentemente partecipato al film 'Marty Supreme'. In quest'opera interpreta un personaggio malavitoso. Ferrara ha commentato la sua esperienza attoriale, definendosi più un regista che un attore. Ha espresso apprezzamento per l'opportunità di recitare al fianco di Timothée Chalamet. Ha dichiarato che valuterebbe nuove esperienze recitative in base alle circostanze.
Il regista ha anche menzionato la sua partecipazione musicale con i 'Tre allegri ragazzi morti'. Questa esibizione è avvenuta durante la Milanesiana, un evento curato da Elisabetta Sgarbi. Ferrara ha inoltre pubblicato il suo libro 'Scene' con la casa editrice La Nave di Teseo. Considera la regia un'attività che si espande in diverse forme artistiche. Nutre particolare affetto per la poesia e la sua collaborazione con Gabriele Tinti.
Riflessioni sulla guerra e il ruolo dell'arte
Interrogato sulla sua esperienza in Ucraina per il film 'Turn in the Wound', Ferrara ha condiviso pensieri profondi. Si è recato nel paese all'inizio del conflitto. Il suo intento era osservare la realtà sul campo. Voleva comprendere le dinamiche del conflitto e ascoltare le voci delle persone. Ha avuto anche modo di intervistare il presidente Zelensky.
Ferrara ha descritto la guerra come un inferno terrestre. Ha sottolineato come questo orrore sia ormai diffuso. Viviamo in un'epoca definita da lui «un'era di mostri». Ha espresso la sensazione di un vicolo cieco. Ha paragonato alcuni leader mondiali a figure storiche autoritarie. Ha evidenziato come tali figure possano essere elette democraticamente, definendo questa una realtà attuale. Ha concluso affermando che potenti e ricchi sembrano superare ogni limite.
Nonostante queste riflessioni pessimistiche, l'artista mantiene un approccio energico. Il suo linguaggio è sempre stato provocatorio e 'controcorrente'. L'arte, secondo Ferrara, rappresenta un atto rivoluzionario. Libri, film e musica sono strumenti per condividere la realtà. L'attività creativa è considerata l'unica arma a disposizione. Non teme l'intelligenza artificiale, pur riconoscendone l'incertezza sul futuro. Ha notato una carenza di supporto al sistema produttivo cinematografico in Italia.
Legame con la Campania e origini
Ogni ritorno in Campania è vissuto da Ferrara come un ritorno a casa. Il rapporto con l'Ischia Global festival e il produttore Pascal Vicedomini è solido. Nonostante viva a Roma, si sente profondamente legato alla cultura napoletana. La sua famiglia ha origini a Sarno, in provincia di Salerno. Ferrara ha ricordato la sua crescita tra i napoletani del Bronx. I suoi genitori, pur nati a New York, impararono l'italiano a scuola, poiché in casa si parlava un antico dialetto.